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Vogliamo davvero la pace? Non armiamo i conflitti
Oggi il Parlamento europeo ha votato una risoluzione sul conflitto in Ucraina. Di fronte alle centinaia di civili, molti dei quali bambini, che stanno morendo sotto il fuoco dell’esercito di Vladimir Putin, il Parlamento europeo deve fare la sua parte per essere unito e per promuovere la pace.
Questo non significa alimentare l’escalation, tornare alla corsa agli armamenti. Ma in molti a Bruxelles pensano di indossare l’elmetto o meglio di farlo indossare.
Dispiegare truppe e fornire armi pesanti al conflitto da parte dell’Unione europea e NATO non è agire in modo responsabile. Un’ulteriore militarizzazione, un accumulo di armi tra due parti dotate di armi nucleari può solo avere conseguenze catastrofiche. L’Ucraina non può pagare il prezzo di una rivalità geopolitica tra Russia, USA e NATO. Un ulteriore allargamento della NATO non aiuterà. Se l’Ucraina intende aderire all’UE avrà modo di farlo a partire da una legittima richiesta di candidatura che seguirà suo iter.
Sappiamo tutti dell’alto rischio che le armi non finiranno solo all’esercito di Kiev, ma ai tantissimi civili che si sono uniti alla resistenza, e ai mercenari.
Anziché operare per fermare il prima possibile il conflitto, stiamo ponendo le basi per una guerra di lunga durata, e sempre più violenta. Stiamo delegando a dei cittadini terrorizzati il compito di respingere Putin?
È necessario fare il possibile per riportare la Russia al tavolo dei negoziati; L’OSCE è l’organizzazione di prima istanza per la soluzione pacifica delle controversie nella regione; Siano utilizzati i meccanismi di risoluzione delle crisi delle Nazioni Unite. Chiediamo uniti il cessate il fuoco immediato e incondizionato; i canali di comunicazione con la Russia restino aperti e le parti interessate siano pronte al dialogo e ai negoziati fino a quando il cessate il fuoco sarà effettivo e la guerra conclusa.
Sì alle #sanzioni che colpiscano asset strategici e le tasche ingorde degli oligarchi ,ma poiché avranno anche un impatto specifico su imprese e nuclei famigliari europei, che non dovrebbero pagare il prezzo di questa crisi, siano elaborati piani e sussidi per imprese e famiglie al fine di evitare anche l’aggravarsi della crisi energetica.
Si salvino TUTTI I CITTADINI, ucraini e non, in fuga dal conflitto provenienti dalla Russia e dall’Ucraina; È nostra responsabilità rispettare i diritti fondamentali di tutti i richiedenti asilo che cercano sicurezza nell’Unione, indipendentemente dalla loro nazionalità, e di porre fine ai respingimenti. È aberrante e da condanna il razzismo vissuto dagli studenti africani e mediorientali a cui è stato impedito di salire a bordo di autobus e treni in Ucraina per raggiungere la frontiera o che sono stati bloccati alla frontiera, impedendo in tal modo di cercare sicurezza.
La nostra Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra. L’Unione europea è nata come progetto di pace.
Si promuova fino all’ultimo la diplomazia
e non si armino i conflitti…
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