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Tasse sulle borse di studio “Ritorno al Futuro”, per l’UE spetta all’Italia decidere
La Regione Puglia con avviso n. 1/2013 denominato “Ritorno al Futuro”, utilizzando il Fondo Sociale Europeo (FSE), ha concesso borse di studio per la frequenza di master postlaurea a laureati pugliesi.
In relazione alla quota finanziata dall’Unione europea con il FSE, pari al 50 % dell’ammontare stabilito, si rende applicabile quanto previsto dall’articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006 rubricato «Integrità dei pagamenti ai beneficiari», secondo cui «Gli Stati membri si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l’importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità». In relazione al principio di integrità dei pagamenti, l’articolo 80 specifica che «Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari».
Nel 2012 l’Agenzia delle Entrate si è uniformata al parere del Ministero del Lavoro che prevedeva la tassazione dell’intero importo. Diversi cittadini, negli ultimi mesi, hanno ricevuto l’accertamento fiscale e la richiesta di pagamenti per migliaia di euro.
Ho chiesto alla Commissione di chiarire se l’importo ricevuto dagli studenti debba essere tassato al 50% o per intero. Ma per l’Ue, la tassazione di tali borse è una decisione che spetta esclusivamente all’Italia. Che di fatto, ha deciso di ridurre questi importanti aiuti per i laureati pugliesi.
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