Osservatorio Fondi UE
Osservatorio fondi – settembre 2018
Casi individuati
Truffa su ‘fondi comunitari agricoltura’ a Ostuni, denunciati due coniugi, 3 settembre 2018
La Guarda di Finanza di Ostuni (BR) ha denunciato due coniugi imprenditori agricoli, per avere percepito indebitamente aiuti comunitari all’agricoltura. I militari hanno anche sequestrato alla coppia di Carovigno (BR) beni e disponibilità finanziarie per 270mila euro, importo equivalente all’ammontare dei contributi indebitamente percepiti.
Il provvedimento cautelare è scattato al termine di alcune indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brindisi, le quali hanno portato alla luce il meccanismo “fraudolento” escogitato dai due coniugi per richiedere contributi pubblici all’A.G.E.A (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), l’organismo nazionale deputato all’allargamento degli aiuti che l’Unione Europea finanzia per affiancare la produzione agricola dei paesi della Comunità.
I controlli delle fiamme gialle, fondati sull’esame della documentazione reperita nel corso dell’accertamento effettuato, hanno permesso di appurare sia l’infondatezza del requisito di “nuovo agricoltore” da parte del richiedente il contributo – condizione artificiosamente manifestata in sede di inoltro dell’istanza attraverso l’interposizione della coniuge – sia la natura “simulatoria” dei contratti di affitto stipulati tra i due coniugi ed alcuni proprietari agricoli.
Truffa sui fondi Ue, sequestro da 5 milioni per 3 imprenditori e un agronomo a Valledolmo, 18 settembre 2018
Palermo – Avrebbero ottenuto il finanziamento europeo per l’ammodernamento delle aziende agricole, che prevedeva un contributo del 50 per cento sulle spese totali. Tre imprenditori di Valledolmo hanno messo su una frode, attraverso una montagna di fatture false presentate alla Regione, per 4 milioni e mezzo. I tre avrebbero anche incassato un milione e seicento mila euro di sovvenzioni pubbliche. I finanzieri di Palermo hanno così scoperto la truffa all’Ue, allo Stato e alla Regione nel settore dell’agricoltura. Grazie alla sovrafatturazione dei fornitori degli imprenditori e a restituzioni di denaro i tre sono riusciti a non pagare il 50% delle spese che dovevano essere da loro sostenute. Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro.
Malagestione
Sperlonga, appalti con i fondi europei. Scuole costruite col cemento scadente, 19 settembre 2018
I carabinieri del comando provinciale di Latina sequestrato la nuova ala del polo scolastico ”Sottotenente Alfredo Aspri” di Sperlonga e la palestra del liceo scientifico ‘Enrico Fermi’ di Gaeta.
Dalle indagini del nucleo investigativo del comando provinciale e la compagnia di Terracina è emerso che due imprenditori di Formia, padre e figlio, “avevano ottenuto l’appalto di ampliamento, messa a norma e adeguamento della scuola Aspri”, per circa 900mila euro tratti da fondi europei, non solo promettendo denaro all’allora responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sperlonga, che era anche architetto presso il settore politiche della scuola, fabbricati ed energia dell’amministrazione provinciale (già arrestato nell’ambito dell’operazione ”Tiberio”) ma anche presentando un’offerta al ribasso fuori mercato”.
A questo punto, come rilevano i carabinieri, “per ottenere un congruo risparmio, avevano eseguito numerose lavorazioni in difformità dal progetto e con l’impiego di materiali non previsti”. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli stessi imprenditori avevano anche ottenuto dalla provincia, con lo stesso metodo, l’appalto per l’ampliamento e completamento della palestra del Fermi per circa 290milaeuro.
Finlombarda nella bufera: l’audit straordinario svela speculazioni senza controllo con i soldi del Pirellone e dell’Europa, 25 settembre 2018
La cassaforte di Regione Lombardia che gestisce ogni anno circa 850 milioni del Pirellone – non ha certezza di quanto spende; finanzia investimenti senza limiti di rischio, non rispondenti ai “principi cardine della prudenzialità e conservatività” richiesti da Regione Lombardia; in passato ha investito enormi cifre in speculazioni finanziarie temerarie; ha utilizzato fondi europei forse indebitamente e, per concludere in bellezza, non ha un sistema di controlli in grado di “contenere in modo adeguato il rischio di comportamenti abusivi e di frodi”. Sono alcune – ma non le uniche – gravi mancanze rivelate dall’audit commissionato dal Pirellone sulla sua società per l’attività da questa svolta nel 2017.
In particolare, l’audit si riferisce a quei 150 milioni in obbligazioni bancarie sottoscritte nel 2016 da Finlombarda con i due istituti veneti (96 milioni in bond della Popolare di Vicenza e 36 di Veneto Banca), poi finiti nella bufera. Non contenta, però, Finlombarda aveva riversato nelle stesse banche anche fondi suoi: 18,3 milioni in Popolare di Vicenza e altri 7,2 in Veneto Banca.
A tutto ciò vanno aggiunti anche gli 8,7 milioni versati sempre nel 2016 in bond di Monte dei Paschi di Siena. Scelte che col senno di poi (ma anche di allora) non si sarebbero dovute fare, venute alla luce solo grazie alle interrogazioni dell’allora consigliere regionale M5s, Stefano Buffagni.
Ma non è finita qui, perché buona parte dei soldi regionali finiti nei bond a rischio provenivano dal FESR, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ed erano destinati per statuto a finanziare iniziative di innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese, economie a bassa emissione. Ora, si sono chiesti gli ispettori, che c’entrano i bond bancari con le basse emissioni o l’agenda digitale? Pochino, e infatti annotano: “Le registrazioni aziendali non permettono di conoscere in dettaglio la motivazione di alcune delle operazioni effettuate con fondi conferiti da Regione Lombardia per l’attuazione delle politiche regionali e in particolare sollevano dubbi sulla legittimità dell’operazione attuata con i fondi FESR”.
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A titolo informativo
Frodi sugli acquisti online, il Parlamento Ue lancia gli “ispettori della rete”, 4 settembre 2018
https://europa.today.it/lavoro/frodi-online-ispettori-rete-ue.html
In Europa la vendita di merci e prodotti rappresenta un rischio per la salute del cittadino-consumatore, e il Parlamento Ue intende correre ai ripari. La commissione Mercato interno ha approvato il ‘pacchetto merci’, l’insieme delle proposte di legge che intende rimettere mano al mercato unico. Il 32% dei giocattoli e il 58% degli apparecchi elettronici ispezionati risulta non conforme ai requisiti comunitari. Colpa di maglie troppo larghe, che l’organismo parlamentare chiede di stringere.
Il problema di fondo è che la vigilanza del mercato è lasciata troppo alla competenza degli Stati membri. Il risultato, lamentano gli europarlamentari, è un sistema frammentato e confuso. In tutta l’Ue si contano “oltre 500” autorità responsabili per il controllo di ciò che viene venduto, che spesso neppure dialogano tra loro. Si chiede perciò maggiore scambio di informazioni tra Authorities.
Per gli acquisti su internet si intende porre Stati membri e imprese di fronte alle proprie responsabilità. La commissione Mercato interno esorta i governi a garantire “un’adeguata sorveglianza” del mercato dei prodotti venduti on-line, così da proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori. I Ventotto dovranno creare appositi ispettori della rete e assicurarsi che ve ne siano in numero sufficiente per condurre tale attività.
Fondi UE: cittadini europei chiedono stop a frodi, 20 settembre 2018
Stop alle frodi e agli abusi dei fondi UE. È questo il titolo della nuova Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per l’applicazione di controlli rafforzati e sanzioni più severe per tutelare gli interessi finanziari dell’Unione. Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per consentire ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione UE, l’Iniziativa dei cittadini europei è stata istituita nell’aprile del 2012.
Una volta registrata ufficialmente, l’ICE consente a un milione di cittadini provenienti da almeno sette Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza.
Per essere ammissibile l’azione proposta non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta legislativa e non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria, né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.
La registrazione di questa iniziativa avrà luogo il 27 settembre 2018, data dalla quale decorrerà la raccolta annuale di firme a sostegno da parte degli organizzatori. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri nell’arco di un anno, la Commissione dovrà reagire entro tre mesi.
La Commissione potrà decidere di dare o di non dare seguito alla richiesta e in entrambi i casi dovrà giustificare la sua decisione.
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