Interventi e contributi alle discussioni -
Disastri naturali. ecco le proposte M5s (che la Commissione Ue approva)
Ho chiesto alla commissaria Ue Cretu un impegno della Commissione perché il Fondo di solidarietà venga riformato introducendo maggiore flessibilità, aumentando l’allocazione finanziaria totale e la quota di anticipo (ad oggi fissata a trenta milioni). Ecco la sua risposta:
Commissaria,
grazie per la Sua presenza ancora qui nella nostra commissione.
Ci siamo visti spesso in questi mesi, tra plenaria e commissione. Per riassumere alcuni dei punti più caldi, come Lei ben sa mi sono espressa in questi mesi, in quanto coordinatrice del mio gruppo e a nome della delegazione del movimento 5 stelle, contro la macro condizionalità economica e contro le riforme strutturali intese come interventi sul mercato del lavoro, pensioni, privatizzazioni, ma anche a favore di una maggiore flessibilità che permetta alle regioni e ai territori colpiti di disastri naturali di essere capaci di rispondere, con l’aiuto dei fondi strutturali e di un fondo di solidarietà modificato in meglio, alle catastrofi che disgraziatamente stanno accadendo con sempre più frequenza in Europa.
A tal proposito, e pur sapendo che comunque la Commissione aveva fatto una proposta, purtroppo non accetta dal Consiglio, sulla semplificazione del Fondo di Solidarietà nell’ambito del pacchetto Omnibus, Le chiedo: quando possiamo aspettarci secondo lei una proposta mirata ai tre fondamentali aspetti, ovvero maggiore flessibilità, aumento dell’allocazione finanziaria totale e aumento dell’anticipo (ad oggi fissato a trenta milioni)?
Vorrei inoltre farle un’ulteriore proposta che mi auguro verrà tenuta in considerazione nella proposta del prossimo regolamento. Parliamo spesso di visibilità della politica di coesione, c’è un intero visibility package nel dossier Omnibus, immagino ci saranno ulteriori interventi normativi nella vostra proposta di maggio o giugno 2018.
A mio avviso tuttavia, la credibilità della politica di coesione passa non solo dalla ‘comunicazione’ ma anche dal coinvolgimento dei cittadini e di tutti gli attori economici e sociali, che va cercata sin da subito, ovvero da ben prima della redazione dei programmi operativi.
Come Lei sa bene, l’attuale Codice Europeo di Partenariato, approvato con atto delegato nel 2014, è, di fatto, stato applicato solo formalmente, senza reale coinvolgimento degli attori economici e sociali e con notevoli problematiche relative alla comunicazione tempestiva e all’accessibilità delle informazioni pertinenti soprattutto per organizzazioni non governative e attori sociali. La creazione di una specifica condizionalità ex-ante, e dunque di un meccanismo vincolante che definisca più precisamente modalità di coinvolgimento di tutti gli stakeholders nella preparazione degli accordi di Partenariato e poi dei programmi operativi nazionali e regionali, darebbe un reale e concreto impulso alla multilevel governance e favorirebbe il coinvolgimento effettivo di tutti i cittadini sia a livello di concezione sia a livello di attuazione dei programmi nei rispettivi territori.
Cosa ne pensa? Possiamo avere da Lei, pubblicamente, l’assicurazione che almeno questo tipo di meccanismo verrà almeno proposto? Molteplici segnali ci dicono che mai come adesso il coinvolgimento forte e reale dei nostri cittadini è fondamentale per una politica di coesione davvero vicina alle vocazioni dei territori.
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