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L’austerity resti fuori dalla politica di coesione. La battaglia M5s per salvare i fondi Ue non si ferma
In Europa, c’è chi vuole legare le riforme del mercato del lavoro, gli interventi su sanità e pensioni e le privatizzazioni ai fondi Ue: “Vuoi i soldi? Allora fai queste riforme”. Sono i falchi dell’austerity a chiederlo, a partire dalla Commissione Ue. Noi non ci stiamo. I fondi Ue sono delle regioni e vanno salvaguardati e rafforzati. Inoltre, non devono essere computati nel calcolo del deficit, cosa ch in questi anni ha frenato gli investimenti dei territori. Ecco il mio intervento al Parlamento Ue
Mi soffermo con alcune considerazioni sulla relazione della Commissione.
“diagnosi”, Mi trovo in gran parte d’accordo con la diagnosi emersa dalla relazione della Commissione, pubblicata nell’aprile 2017, e dunque con l’identificazione delle 5 cause che provocano il famigerato ‘ritardo’ delle regioni in questione:
la crisi economica di questi ultimi 10 anni, con i relativi squilibri macroeconomici che mettono a rischio il percorso di decadi di politiche di coesione;
il tasso molto basso di occupazione e di persone che hanno completato un percorso di istruzione superiore
sistemi di ricerca e innovazione poco sviluppati, con pochi collegamenti tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro, anche a causa di un ‘capacità istituzionale e amministrativa’ particolarmente scadente
l’emigrazione in massa, soprattutto di giovani già formati, e il conseguente spopolamento di intere aree, con un preoccupante calo demografico
il calo degli investimenti, pubblici e privati.
Sono in completo disaccordo con la soluzione che la Commissione ripropone, ovvero :
rafforzamento del legame della politica di coesione col semestre europeo e le riforme strutturali, soprattutto in ambito lavorativo. Avremo avuto, in questi anni, decine di volte questa discussione.
Spiegate ai cittadini perche`, persino dopo la farsa delle ‘sanzioni-zero’ a Spagna e Portogallo l’anno scorso, dovremmo continuare ad insistere con il famigerato articolo 23, con meccanismi sanzionatori, che peggiorerebbero solo la situazione.
Si faccia chiarezza una volta per tutte : cosa intende la CE per riforme strutturali. Se si intendono, come dichiarano i Commissari Katainen e Dombrovskis in particolare, le riforme del mercato del lavoro, gli interventi su sanità e pensioni e le privatizzazioni, noi non ci stiamo.
Altra cosa sono gli investimenti nell’istruzione, cosi` da aumentare l’attrattività e la voglia di restare dei giovani nei propri paesi; o la lotta all’evasione fiscale; o il rafforzamento delle strategie di specializzazione intelligente e la riduzione del gap di alcune infrastrutture (penso, per dire ad alcune regioni dove abbiamo ancora la monorotaia).
Altra cosa e` rendere piu` efficiente l`assistenza tecnica, affinche` si rafforzi la capacità amministrativa degli Stati Membri nell’utilizzo dei fondi comunitari, ed elaborare nuovi indicatori di performance. L’adeguata formazione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali è funzionale all’analisi e applicazione delle complesse regole relative ai Fondi Strutturali e di Investimento.
Appoggiamo qualsiasi azione che porti
- al superamento della macro condizionalità economica
- alla introduzione nei regolaemnti dello scorporo-ovvero della revisione della clausola di investimento, per permettere che gli investimenti regionali e nazionali cofinanziati attraverso i Fondi SIE siano esclusi dal calcolo dei disavanzi pubblici nazionali nel quadro del semestre europeo
- A definizione di quali saranno le riforme strutturali che in ogni caso non devono essere utilizzate come leva punitiva.
Ci auguriamo che non ci siano nelle negoziazioni, cedimenti da alcuna forza politica, che l’asse non si sposti e non spariscano del tutto ottime parti del testo, come altre volte è gia` accaduto in questa commissione. Ricordo quanto accaduto per il rapporto Westphal sul futuro della politica coesione.
Noi siamo intenzionati ad andare sino in plenaria-dove gli equilibri sono anche diversi- con alcuni emendamenti a difesa della politica di coesione.
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