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Sono fuggite da guerra e stupri, ma in Polonia non possono abortire: UE metta fine a questa vergogna
Ci sono centinaia di donne ucraine fuggite dalla guerra che si trovano in Polonia e che chiedono di poter abortire. Molte di loro sono state vittime di stupro da parte dei soldati russi prima di lasciare il Paese. Abortire è un loro diritto, ma in Polonia questo diritto è pressoché negato.
La legge lo consente solo in caso di grave rischio per la vita della donna, ma il clima oscurantista che si respira negli ospedali polacchi è tale che negli ultimi mesi ci sono stati casi accertati di donne morte perché è stato loro impedito di partorire.
Queste ucraine sono vittime due volte, della guerra nel loro Paese e della violazione dei diritti in Polonia. Diverse ong e attivisti stanno cercando di aiutarle, ma rischiano il carcere, come è successo con il recente caso di Justyna Wydrzynska, che potrebbe venire condannata a 3 anni di prigione per aver aiutato una donna violentata ad abortire.
Insieme ai colleghi e alle colleghe del gruppo dei Greens, abbiamo inviato una lettera alla Commissione europea affinché intervenga a sostegno delle donne ucraine e dei volontari che le stanno supportando. Servono azioni immediate, perché si tratta di una questione di salute che riguarda centinaia di persone. Servono corridoi sicuri verso altri Paesi Ue per garantire loro un’adeguata assistenza medica e psicologica. Ma occorre anche sostenere chi, con coraggio, sta facendo di tutto per difendere i diritti delle donne in Polonia.
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