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Va tutto bene, madama la marchesa!
Va tutto bene, madama la marchesa! Ma la medicina dell’austerity ammazza il paziente.
Secondo il gruppo politico di #Verhofstadt, il deputato che ha scambiato il parlamento per un bordello, insultando il Primo Ministro Conte e con lui tutti gli Italiani, va tutto bene. Mentre gli indicatori economici marcano un deciso rallentamento in vari Paesi europei, loro ripropongono il vecchio ritornello: l’economia è in continua crescita, l’occupazione è aumentata considerevolmente e la carenza di investimenti determinata dalla crisi è quasi colmata.
E visto che l’austerity secondo il loro parere ha funzionato bene, hanno proposto in commissione affari regionali al Parlamento Europeo di rafforzare i legami fra la politica di coesione (e quindi fondi europei) e il semestre europeo, ovvero quella struttura attraverso la quale i Paesi rischiano di trovarsi il cappio al collo. Chi infatti non esegue le misure imposte dalla UE, non solo rischia di finire nel braccio punitivo previsto per i ribelli, ma viene anche esposto alla tempesta e alle ritorsioni dei mercati e delle agenzie di rating.
Attraverso i miei emendamenti, il Movimento 5 Stelle ha invece dimostrato che la compagine di Verhofstadt mente sapendo di mentire: il termometro dell’attività manifatturiera ad esempio segnala inequivocabilmente una crescita al minimo degli ultimi 4 anni nella zona euro. Non solo: nell’ultimo lustro c’è stato anche ampliamento del divario fra le regioni più ricche e quelle più povere, con un ulteriore acuirsi delle disuguaglianze.
Per questo ho ritenuto necessario chiedere con forza di separare il semestre europeo dalla politica di coesione e ho avanzato la proposta di affiancare al PIL altri indicatori economici e sociali, per evitare le distorsioni e gli errori di valutazione già avvenuti in passato, che hanno giustificato l’adozione di soffocanti misure di austerity.
Ho cercato di indurre le altre forze politiche ad agire per la prosperità e il benessere dei cittadini ma ci hanno chiuso la porta in faccia, respingendo i nostri emendamenti. Va tutto bene, per loro.
Chi non vede la crisi ha già fatto abbastanza danni; chi finge di non vedere i problemi degli Europei non merita di governarci. Per questo dobbiamo fare in modo che a maggio gli elettori decidano di far soffiare forte il vento del cambiamento!
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