Europa
Parlamento UE, si riparte: le battaglie che ci attendono in difesa dei cittadini e dello sviluppo sostenibile dei nostri territori
Mancano pochi mesi alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, che si terranno a maggio. Ma questo non significa che a Bruxelles e a Strasburgo non ci sia da lavorare. Anzi, i prossimi mesi mi vedranno impegnata su numerosi e delicati dossier che disegneranno il futuro dei finanziamenti Ue allo sviluppo regionale, alla pesca, alla ricerca, alle PMI e alle infrastrutture. Contrasteremo tagli alle regioni e ai fondi per il sociale. Difenderemo i sostegni alle piccole e medie imprese anche con proposte volte ad abbattere la burocrazia. Tuteleremo la ricerca a 360 gradi. Chiederemo che il cappio dell’austerity sia tolto dagli investimenti nei trasporti. E ci batteremo perché l’Ue la smetta di favorire i grandi colossi economici e finanziari ai danni dei più piccoli, come accade con i pescatori.
Ecco punto per punto le nostre proposte per un’ Europa dei cittadini. E non delle solite lobby
Regioni
In commissione REGI saro’ relatrice ombra di 4 file legislativi che disegneranno le regole comuni per i futuri programmi europei, dal FESR, alla cooperazione territoriale, al Fondo sociale europeo Plus. La linea rossa che seguiro’ sarà quella di rendere questi strumenti più vicini ai cittadini e alle piccole e medie imprese, contrastando il cappio dei vincoli di bilancio dell’Ue e l’inutile burocrazia e favorendo al contempo una maggiore trasparenza ed efficienza nel loro uso, con controlli seri ed efficaci. Lavorerò anche per evitare i tagli all’allocazione FSE+FESR che nella proposta della Commissione assegna circa due miliardi in piu rispetto alla programmazione attuale, nonché per innalzare la quota di cofinanziamento UE, indispensabile per iniziare e portare a termine i progetti nei nostri territori, in cooperazione con enti locali che si trovano alle prese con notevoli problemi di liquidità . I fondi europei devono “servire” lo sviluppo sostenibile e sociale dei nostri territori, sostenendo l’occupazione e i giovani. A questo proposito, il Fondo sociale europeo può e deve sostenere misure fondamentali per il nostro Paese come il reddito di cittadinanza.
Sempre in REGI, poi, lavorero’ al nuovo regolamento relativo a un meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi in ambito transfrontaliero.
Industria, ricerca, energia e trasporti
In commissione ITRE, verranno definite nei prossimi mesi le regole di importanti programmi come il Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione, InvestEU, Horizon e Mercato unico, tra cui il programma COSME destinato alle piccole e medie imprese.
Per quando riguarda il Programma Quadro, non accetteremo un sbilanciamento a favore dell’industria e dei “mercati” rispetto a un reale sostegno alla ricerca a 360 gradi (e quindi anche all’innovazione incrementale). Inoltre, chiediamo che una quota adeguata di bilancio sia destinata alle piccole e medie imprese. Su InvestEU, come già fatto con il piano Juncker, ribadiremo il nostro secco “no” all’uso di operazioni finanziarie azzardate che, per portare beneficio agli intermediari finanziari, finiscano con il mettere a repentaglio il sostegno all’economia reale.
Su Horizon, il M5s persegue tre pilastri: qualità, inclusione e trasparenza. Il programma deve essere realmente costruito nell’interesse dei centri di ricerca, delle università, delle piccole e medie imprese e dei cittadini tutti. Non cederemo alla miopia di certi interessi istituzionali europei.
In commissione TRAN, poi, ci sarà il delicato tema del futuro degli investimenti nelle infrastrutture. Un settore chiave per il nostro Paese, come il recente dramma del ponte Morandi a Genova ha dimostrato. Sul tavolo ci sono le nuove regole del CEF, Connecting Europe Facility, il programma Ue di investimenti in infrastrutture nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale. Quello che chiedero’ a gran voce è che tali investimenti, compresa la ricostruzione del nuovo ponte a Genova, devono essere fuori dai vincoli di bilancio dell’Ue. E i fondi diretti europei devono essere utilizzati anche per il Sud Italia. Non accetteremo che la nostra economia e la nostra sicurezza, a partire dal mantenimento dei nostri ponti e delle nostre strade, siano messe a rischio per ragioni di austerity e di geopolitica. Forniamo un importante contributo al budget dell’Unione ma non vorremmo che nel finanziare le infrastrutture degli altri Paesi si sottraggano importanti risorse al mantenimento dei nostri ponti e delle nostre strade. Nella scorsa programmazione ad esempio l’Italia ha dovuto finanziare le proprie infrastrutture al Sud con i soli fondi indiretti anche per la rete globale e nei prossimi anni vogliamo che via sia una più equa ridistribuzione.
Pesca
I prossimi mesi vedranno numero dossier sul tavolo che riguarderanno il futuro della pesca e della protezione del nostro ambiente marino. Lavoro’ a una serie di regolamenti, da quello sugli stock di piccoli pelagici nel Mare Adriatico alle proposte per la conservazione delle risorse e la protezione degli ecosistemi marini , passando per il pescespada e soprattutto il nuovo FEAMP. Daro’ battaglia perché siano riconosciuti alcuni principi di base. Innanzitutto, il settore della pesca ha bisogno di più risorse, soprattutto per i piccoli pescatori. Inoltre, bisogna abbattere la burocrazia semplificando le regole e mettendo a punta norme più efficaci che tutelino davvero i pescatori onesti. Per quanto riguarda la tutela dell’ambiente marino, è fondamentale proteggere gli stock, ma questo non puo’ avvenire a danno dei piccoli pescatori e con limitazioni sproporzionate rispetto alla reale situazione dei nostri mari. Il Mediterraneo ha delle sue specificità che gli euroburocrati finora hanno fatto finta di non vedere, chiudendo invece più di un occhio per la pesca nell’Atlantico: è ora di dire basta, a partire dallo stop a qualsiasi deroga a forme di pesca come quella a impulsi elettrici. Infine, il capitolo spinoso del nuovo FEAMP: i fondi per il prossimo periodo di programmazione sono stati ridotti, nonostante le nostre proteste. A questo punto, bisogna fare meglio con quello che si ha con interventi strutturali in favore della piccola pesca, dei giovani, della promozione di tecniche di pesca ecosostenibili, compresi bonus per la dismissione di attrezzi a fronte dell’acquisto di nuovi realizzati con materiali ecologici e incentivi per la raccolta di rifiuti a mare.
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