Lavoro
TUTELARE IL MARE NON SIGNIFICA AFFOSSARE I PESCATORI ONESTI
Per il Movimento 5 stelle, la lotta alla pesca illegale è una priorità assoluta. Lo è per motivi ambientali e di giustizia sociale, perché contrastare chi ruba e bara vuol dire tutelare l’ecosistema marino e i cittadini onesti. Per colpa dei governi Pd, pero’, oggi ci troviamo in una situazione paradossale: abbiamo una legge, la 154 del 2016, che invece di colpire la pesca illegale, si è abbattuta sui pescatori onesti, i quali per piccole sviste, errori o lievi infrazioni si ritrovano a dover pagare multe che possono arrivare fino a 75 mila euro. Cifre che possono addirittura raddoppiare qualora le violazioni riguardino il tonno rosso o il pesce spada.
Che sia una follia non lo diciamo solo noi: appena un anno fa, la Corte dei Conti europea ha denunciato come i regimi di controlli e sanzioni nell’Ue siano molto diversi da Paese a Paese: l’Italia è tra quelli che comminano più sanzioni, mentre ci sono Stati membri come la Francia molto più “permissivi”, per usare un eufemismo. Eppure, il mare in cui i nostri pescatori operano è in buona parte lo stesso di quello dei francesi.
Ma non finisce qui: nel suo studio, la Corte ha rilevato anche che le sanzioni comminate non sempre sono state dissuasive. In altre parole, non sono servite a ridurre significativamente la pesca illegale.
Qualcuno potrebbe obiettare che la legge italiana sia tutto frutto delle norme europee, ma non è cosi’: nel regolamento Controlli dell’Ue attualmente in vigore, Bruxelles indica che le sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive” e“calcolate in base al valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo un’infrazione grave”. Prescrizioni che il governo Pd di allora non ha minimamente rispettato. Quello che ha fatto è stato semmai inasprire il pugno duro sui pescatori italiani onesti, che si sono ritrovati con ostacoli ben più alti di quelli dei loro “competitor” europei.
Ecco perché il M5S sta dando battaglia in Europa per ripristinare giustizia e buon senso: abbiamo fatto in modo che nel nuovo regolamento Controlli ci sia parità di trattamento tra pesca professionale e pesca ricreativa in modo da contrastare al massimo la pesca illegale e gli effetti che questa ha sul mercato. Inoltre, ci saranno due liste con infrazioni gravi e infrazioni meno gravi in modo da avere delle sanzioni commisurate.
Grazie a un nostro emendamento, poi, abbiamo cancellato la proposta di calcolare le sanzioni in base ai prezzi di mercato, che per definizione sono variabili. Ciò avrebbe inficiato il principio della certezza del diritto e della pena. Oltre che costituire una nuova ingiustizia per i nostro pescatori, dato che il pesce a Marsiglia non ha lo stesso costo di quello pescato a Taranto! Infine, sempre grazie alle nostre pressioni, abbiamo ridotto i tempi di attesa per i pagamenti ai pescatori.
La battaglia del M5S a favore dei pescatori onesti e del nostro mare non si ferma certo qui. Da Roma a Bruxelles abbiamo ancora tanto da fare per aggiustare i guai creati dai precedenti governi in nome della malsana retorica del “ce lo chiede l’Europa”, che spesso ha nascosto le vere ragioni, ossia gli interessi delle lobby industriali. Se poi davvero l’Europa ci chiede di affossare i pescatori onesti, allora sappiamo già cosa fare: da maggio, cambiereremo anche questo.
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