E’ quanto ho detto del corso di un intervento al Parlamento europeo:
in quanto parte contraente dell’Iccat, l’Unione europea ha il dovere di recepire la raccomandazione 16-05 sulla ricostituzione degli stock di pesce spada nel Mediterraneo. Tale raccomandazione stabilisce, per l’appunto, un piano di recupero che tiene conto delle specificità dei diversi tipi di attrezzi e delle tecniche di pesca. Nell’attuare il piano di ricostituzione, l’Unione e gli Stati membri dovrebbero impegnarsi a promuovere le attività di pesca costiera e l’uso di attrezzi e tecniche di pesca selettivi che riducono l’impatto ambientale, compresi gli attrezzi e le tecniche utilizzate nella pesca tradizionale e artigianale, garantendo in tal modo un livello equo per le comunità di pescatori locali.
Nel Mediterraneo inoltre lo stock in questione viene sfruttato anche da altri paesi non europei (quindi non sottoposti alle nostre rigide regolamentazioni) ed è per questo che un fermo totale delle attività di pesca non avrebbe alcun senso. In aggiunta il Mediterraneo è anche una grande attrazione per la pesca ricreativa, ragione per cui la raccomandazione in questione si applica anche a questo settore.
Ma , aldilá di questi lati positivi, restano ancora alcuni punti su cui lavorare.
All’articolo 13 ad esempio si prevede una norma generale per cui le catture accessorie di pesce spada non possono eccedere quelle di altre specie a bordo ma senza fissare un limite unico a livello europeo. Faccio notare che nello stesso testo si parla di by-catch limits fissati dagli stati membri nei piani annuali di pesca! Quindi il testo e’ contraddittorio o quanto meno poco chiaro.
Tutta la parte relativa al sistema di controllo e’ impostata per un controllo da parte della Commissione. Ció non solo non e’ previsto dalla raccomandazione ICCAT ma si parla pure di vessel monitoring system (VMS) che dovrebbe rimanere acceso anche durante la permanenza in porto, cosa di non facile applicazione per le barche piú piccole.
O ancora all’art 24 sulla notifica preventiva al rientro in porto, le procedure previste non tengono conto delle dimensioni anche organizzative, non solo di lunghezza fuori tutto, della nostra flotta che è costituita da imbarcazioni di piccole dimensioni: se un pescatore pescasse a meno di 4 ore dal porto che dovrà fare? restare in mare in attesa visto che deve avvisare almeno 4 ore prima? La notifica di almeno 4 ore prima inoltre non e’ prevista dalla Raccomandazione ICCAT 16-05 che, cito il testo, dice “Avant l’entrée au port”.
Infine ma non per ultimo non è previsto nessun incentivo all’uso di attrezzi meno impattanti (come i circle hooks) ma si prevede soltanto il loro numero e la loro dimensione.
Interventi e contributi alle discussioni -
Riportare il pescespada nei nostri mari è un dovere dell’UE, ma no al fermo totale di pesca
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