Interventi e contributi alle discussioni -
Più cooperazione tra le regioni UE significhi anche più solidarietà
La Commissione europea chiede alle regioni frontaliere di migliorare la cooperazione economica. Ma dimentica un tassello fondamentale che suggellerebbe la reale condivisione europea ed europeista nel senso più nobile del termine: la questione della migrazione e della condivisione delle responsabilità tra i diversi Stati membri. Ecco perché gliel’ho ricordato nel mio intervento in commissione REGI Ho letto con interesse la comunicazione della Commissione sulla necessità di aumentare e migliorare la crescita e la coesione nelle regioni europee frontaliere. Prima di tutto un apprezzamento sul metodo usato dalla Commissione: proprio a seguito di una consultazione pubblica online in tutte le lingue dell’UE, cui sono seguite ricerche e scambi con le parti interessate, la Commissione ha svelato una serie di questioni problematiche che le imprese e i cittadini che vivono nelle zone di confine sono chiamati ad affrontare. Pur se non sempre di esclusivo appannaggio delle regioni frontaliere, queste questioni sono particolarmente sentite nelle zone di confine a causa della frequenza e del livello di interazione transfrontaliera.
La comunicazione fornisce una serie di casi su alcune problematiche molto pratiche (ad es, l’assistenza sanitaria o anche il problema delle qualifiche professionali) che sicuramente devono essere approfondite in maniera adeguata a livello europeo. Attendo naturalmente la bozza del collega, ma per il momento mi sento di dire comunque che dovrebbero essere rafforzati i meccanismi di cooperazione transfrontaliera. Tali meccanismi, istituzionalizzati o meno, devono riflettere anche i diversi livelli di governo nell’elaborazione delle politiche dell’UE, ed essere rispettosi della multi-level governance, e della conoscenza approfondita e propria ad ogni territorio delle autorità locali e reginali.
Sono in gran parte d’accordo con la Commissione quando dice che i programmi di cooperazione hanno contribuito ad ampliare l’economia basata sulla conoscenza in tutta l’Europa, potenziando la capacità di R&S e i trasferimenti di competenze tra regioni, stimolando gli investimenti nelle PMI e diversificando le economie locali. Hanno migliorato l’accessibilità attraverso le frontiere, la gestione comune delle risorse naturali e la tutela dell’ambiente. Manca però un tassello fondamentale che suggellerebbe la reale condivisione europea ed europeista nel senso più nobile del termine: la questione della migrazione e della condivisione delle responsabilità tra i diversi Stati Membri. Mi Aspetto di vedere dei segnali in tal senso
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