Osservatorio Fondi UE
Osservatorio fondi – Aprile 2018
Casi individuati
Truffa per fondi europei destinati all’area di Gioia Tauro. Sequestrati beni: coinvolto esponente della ‘ndrangheta, 13 aprile 2018
Una confisca del valore di oltre 1,2 milioni di euro è stata eseguita dai finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro, su disposizione del Tribunale di Palmi, a carico della società “Il Corriere Group srl”, condannata per responsabilità amministrativa da reato per aver indebitamente percepito contributi della legge 488/1992 per 1.204.899,40 destinati alla realizzazione di uno stabilimento industriale nei pressi del porto di Gioia Tauro.
Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta, frode fiscale continuata anche attraverso un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, e riciclaggio sono i reati contestate nell’indagine dal Gip Fulfio Accurso in un’ordinanza eseguita il 19 febbraio del 2014. Secondo le indagini svolte all’epoca, socio occulto della società sarebbe stato Domenico Pepé, pregiudicato per associazione mafiosa come affiliato di rilievo delle cosche Piromalli e Pesce di Gioia Tauro e Rosarno.
Foggia, truffa fondi ricerca. «Rettore autorizzò la spesa», 13 aprile 2018
Avrebbe autorizzato la spesa relativa al Pon ricerca e competitività 2007-2013 il rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, che ieri, insieme ad altre 20 persone, è stato indagato per presunte irregolarità nella rendicontazione di alcuni progetti di ricerca finanziati dal Miur. E’ quanto si evince dal decreto di sequestro notificato agli indagati. Tra questi, oltre a Ricci, ci sono il direttore del dipartimento di Scienze Agrarie, Agostino Sevi, e l’ex Rettore Giuliano Volpe. Ricci si è detto estraneo alla vicendain quanto ha assunto l’incarico il 1 novembre 2013 “quando il Pon al centro dell’inchiesta ha prodotto esiti ed effetti amministrativi nel periodo in cui non ero Rettore», aveva chiarito ieri in una nota. Ricci – si legge nel decreto – “risulta aver autorizzato la spesa di gran parte dell’anticipazione del 50% e tutto il restante 50% del progetto». Inoltre è «firmatario della Convenzione attualmente in vigore tra il Dare Puglia e l’Unifg, insieme all’allora presidente del Dare Puglia, Gianluca Nardone».
A titolo informativo
Fondi Ue: spesa a rilento, Italia rischia perdere milioni, 14 aprile 2018
Ogni mese che passa per l’Italia si fa sempre più concreto il rischio di perdere milioni di euro di fondi strutturali europei che autorità nazionali e regionali non stanno spendendo sul territorio nella misura concordata. Questo il pericolo che emerge dalla lettura degli ultimi dati pubblicati dalla Commissione Ue sul suo portale web. Il tasso di spesa italiano risulta ancora fermo fra il 5 e il 7% per i fondi di sviluppo regionale Fesr e sociale Fse (contro una media Ue del 9,7 e del 12%), con picchi negativi (0%) per alcuni programmi regionali (Fesr Sicilia, Abruzzo, Bolzano) e nazionali (‘Governance’ e ‘Legalità’). Per quanto riguarda le regioni i dati migliori sulla spesa sono dell’Emilia-Romagna, che con il suo 17% è prima in Italia sul Fesr e è terza per il Fse (20%). La media italiana di soldi Fesr spesi e rimborsati dall’Ue è appena del 4,57% sui quasi 34 miliardi previsti per il 2014-2020 (media Ue 9,74%), mentre per il Fse il Paese è fermo al 7% dei 17,7 mld totali (media Ue 12%).
Fondi Ue: incentivi a Paesi che accolgono i migranti, 23 aprile 2018
Nel futuro prossimo della politica di coesione dell’Unione, lo stato di diritto e la solidarietà potranno diventare dei fattori incentivanti – più che delle vere e proprie condizioni – a cui legare l’erogazione dei fondi europei. A confermarlo è la visione espressa da Nicola De Michelis, capo di gabinetto della commissaria europea per le politiche regionali Corina Cretu, secondo il quale: “Chi ha accolto positivamente i flussi migratori avrà più risorse, chi invece ha detto ‘no grazie’, ne avrà un po’ meno”. In vista della proposta della Commissione sul bilancio pluriennale dell’Ue per il post 2020 (attesa per il prossimo 2 maggio), infatti, “non stiamo pensando tanto alla condizionalità dei fondi ma a degli incentivi”, ha aggiunto De Michelis spiegando che si tratta di un modo per aggirare la questione e renderla più gestibile politicamente. Si mostra fiduciosa Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che sulla nuova condizionalità dice: “di sicuro riusciremo a trovare una quadra”, anche se “si tratta di un discorso abbastanza difficile, c’è sempre il rischio di strumentalizzazioni politiche e il ruolo della Commissione è di mantenere un bilanciamento degli interessi di tutti”.
Dall’estero
Le frodi e la cattiva gestione dei fondi UE nel settore agricolo in Slovacchia, 3 aprile 2018
http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/81438
L’’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha aperto una proceduraformale di raccolta di informazioni sulle sospetta frodi e cattiva gestione dei fondi comunitari e sussidi agricoli in Slovacchia, per determinarese vi ragioni sufficienti per avviare un’indagine completa in conformità con il mandato dell’OLAF.
Le irregolarità scoperte di recente dal giornalista Ján Kuciak, chestava indagandosui legami tra la mafia italiana con aziende e politici in Slovacchia prima di essere ucciso, ha provocato la richiesta da parte di un gruppo di deputati verdi europei all’OLAF di una inchiesta sul presunto abuso sistemico di fondi UE e sussidi agricoli per finanziare attività criminali. Sotto la lente sono in particolare i pagamenti di sussidi da fondi europei da parte dell’Agenzia per i pagamenti agricoli della Slovacchia (PPA), l’istituzione del ministero dell’Agricoltura che si occupa del programma di sviluppo rurale. L’Agenzia già nel 2016 aveva commesso gravi irregolarità nella gestione, come rilevatoanche dalla Corte dei conti della Repubblica Slovacca.
Slovacchia: nuova accusa di frode per imprenditore italiano Antonino Vadalà, 17 aprile 2018
L’imprenditore italiano attivo in Slovacchia Antonino Vadalà, attualmente già in stato di detenzione, è stato accusato di tentativo di truffa correlata alla manipolazione di fondi pubblici. Lo riferisce la portavoce dell’Ufficio della procura speciale slovacca (Usp), Jana Tokolyova all’agenzia stampa “Tasr”. “In relazione all’ordine vincolante del direttore del dipartimento per i crimini finanziari Maros Zilinka del 9 aprile, il 13 aprile è stata avviata un’indagine penale circa le accuse sollevate nei confronti di Antonino Vadalà per il tentativo di danneggiare gli interessi finanziari della Comunità europea tramite una frode sulle sovvenzioni”, ha detto Tolokyova. La portavoce ha aggiunto che l’accusa specifica risale al tentativo, verificatosi nel 2009, di manipolare fondi europei destinati all’agricoltura provenienti dall’Agenzia di finanziamento agraria slovacca (Ppa) per un totale di 119.917 euro attraverso la società Bio-finis, di cui Vadalà era amministratore delegato. Questi avrebbe dichiarato passività inesistenti e necessarie per ottenere la concessione delle sovvenzioni, reato che potrebbe tradursi in una condanna da tre a dieci anni. Nei mesi scorsi, Vadalà era anche stato accusato di coinvolgimento nell’omicidio del giornalista investigativo slovacco Jan Kuciak, insieme ad altri connazionali.
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