La proposta della Commissione sull’obiettivo cooperazione territoriale europea presenta diversi cambiamenti rispetto al quadro attuale. Mi preme subito dire che mi rincresce che ci sia una minore dotazione finanziaria, pari a circa il 12% in meno, con una dotazione di circa 8,4 miliardi a fronte degli attuali 9,7, e di una quota totale pari al 2,5% del budget dell’intera politica di coesione. Dobbiamo da questo punto di vista anche essere, per cosi dire ‘realisticamente’ pessimisti e iniziare a difendere a tutti i costi almeno questo budget da ulteriori tagli che potrebbe essere proposti dal Consiglio durante la fase negoziale. In pratica, dunque, si dovrà fare di più con meno risorse, visto che si passa da una struttura tripartita, con gli attuali componenti transfrontalieri, transnazionali e interregionali, ai quali si aggiunge la componente per le regioni ultra periferiche e quella per investimenti interregionali in materia di innovazione Purtroppo, a quanto sembra programmi transfrontalieri marittimi1 dovrebbero invece cessare di esistere, e di questo specifico punto vorrei chiedere delucidazioni alla Commissione. Ad oggi ci sono ben 18 programmi di cooperazione marittima transfrontaliera, che mettono tra l’altro al centro tematiche fondamentali come la crescita blu, energia, trasporto, turismo. Anche se la Commissione rassicura che gli attuali programmi dovrebbero continuare, non viene esattamente specificato come essi verranno continuati nel nuovo asse 2 trasnazionale. Il cosiddetto quinto asse sopramenzionato, gli investimenti interregionali in materia di innovazione, mi sembra invece un elemento positivo. A quanto leggiamo nella proposta, sulla scorta del successo registrato da un’azione pilota condotta nell’attuale periodo di programmazione, si propone che le regioni che dispongono di risorse equivalenti di “specializzazione intelligente” riceveranno un maggiore sostegno per la costituzione di cluster paneuropei in settori prioritari quali i Big Data, l’economia circolare, le tecnologie produttive avanzate o la cibersicurezza. Naturalmente, dovremo vedere come e con che modalità sarà eventualmente implementato questo tipo di azione. Bene anche che il Regno Unito, con le stesse modalità con le quali adesso partecipano Norvegia e Svizzera, possa partecipare al prossimo Interreg e bene soprattutto che il programma ‘Peace’ che coinvolge l’Irlanda del Nord sia mantenuto. Al di là delle dotazioni finanziarie, esiste un alto significato simbolico per la cooperazione e per la pace che tutti noi ben conosciamo in questo programma. Come sapete, tra l’altro proprio su queste tematiche voteremo nel pomeriggio un report del collega Vaughan. Faccio mie infine anche alcune considerazioni che sono state espresse in un ottimo documento pubblicato dalla Conferenza delle Regioni Periferiche e marittime2, laddove si fa riferimento alla necessità di un maggiore coinvolgimento, in piena applicazione della multi-level governance e della sussidiarietà , dei partners regionali e locali in tutta l’architettura della nuova cooperazione territorale europea, ed in particolare nell’ambito della seconda componente, dove i programmi dovrebbero essere allineati con le strategie macro-regionali o con quelle riguardanti i bacini marittimi. Al riguardo, una maggiore quota di flessibilità riguardo la concentrazione tematica sarebbe probabilmente auspicabile, anche per fare fronte a bisogni del territorio e a circostanze inattese.
Interventi e contributi alle discussioni -
NO a tagli alla cooperazione tra i territori europei
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