Le Pmi non possono essere escluse da Horizon Europe. Ecco il mio intervento al Parlamento europeo
Colleghi,
la proposta di regolamento relativo al nono programma quadro per la ricerca e l’innovazione ha una rilevanza strategica assoluta per il futuro dell’Europa. Nelle ultime due settimane ho cercato di ascoltare il maggior numero di soggetti interessati, per avere un quadro generale delle aspettative, rilevare le criticità e i punti di forza, ma anche per poter giungere – in tempi decisamente troppo spremuti – ad una proposta che possa definirsi accettabile. Una proposta che peraltro richiede un’attenta operazione di mirroring poiché deve essere riflessa con puntualità e attenzione anche nella Decisione che tratta il programma specifico Horizon Europe. Nel merito, evidenzio innanzitutto che il budget complessivo non è soddisfacente e che la cifra di 120 miliardi sarebbe andata maggiormente incontro alle effettive esigenze di questi settori.
Inoltre anche la ripartizione del budget fra i diversi pilastri e quella relativa ai diversi cluster del pilastro su “sfide globali e competitività industriali” desta più di qualche perplessità. Addirittura, per quanto riguarda le “Società Inclusive e Resilienti” e gli ambiti “Clima, Energia e Mobilità” , c’è una diminuzione del bilancio rispetto all’attuale Horizon 2020. Per rimanere ad una valutazione generale, trovo poi un po’ sbilanciato il testo a favore dell’industria e dei “mercati”, anziché leggervi un reale sostengo alla ricerca a 360 gradi (e quindi anche all’innovazione incrementale). Inoltre vi sono ampie aree indefinite e vaghe, come nel caso delle missioni, che rinviano a un processo futuro di pianificazione strategica nel quale la Commissione sarà il vero dominus. Vorrei invece rimettere al centro un corretto approccio del percorso di co-decisione stabilito dai trattati, con una dovuta partecipazione di tutti gli stakeholder, del Parlamento e del Consiglio.
Noto, poi, con particolare rammarico, che è scomparso lo Strumento per le PMI e che manca una quota adeguata di bilancio destinato alle piccole e medie imprese. Inoltre, nella parte relativa ai partenariati, vi sono tre diverse tipologie di raggruppamento con i privati, ma mi pare sfugga la potenzialità di un partenariato pubblico-pubblico. Sono anche piuttosto prudente sulle operazioni di blending che saranno implementate in accordo con il Fondo InvestEU: pur ritenendo che diversi strumenti finanziari siano utili e necessari, sarà opportuno introdurre dei meccanismi per evitare che vi siano operazioni finanziarie azzardate che, per portare beneficio agli intermediari finanziari, finiscano con il mettere a repentaglio il sostegno all’economia reale.
Questi sono solo alcuni degli elementi sui quali intendo fornire il mio contributo, garantendo al relatore e a voi colleghi la mia più piena collaborazione.
Interventi e contributi alle discussioni -
l’UE aumenti i fondi per ricerca e innovazione
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