In quanto parte contraente dell’Iccat, l’Unione europea ha il dovere di recepire la raccomandazione del 16 maggio sulla ricostituzione degli stock di pesce spada nel Mediterraneo entro il 2031. Con il regolamento proposto, infatti, si dà agli operatori la certezza del diritto in materia di norme e obblighi, consentendo in tal modo all’Unione di far fronte alle proprie responsabilità internazionali. La raccomandazione stabilisce, per l’appunto, un piano di recupero che tiene conto delle specificità dei diversi tipi di attrezzi e delle tecniche di pesca.
Nell’attuare il piano di ricostituzione, l’Unione e gli Stati membri dovrebbero impegnarsi a promuovere le attività di pesca costiera e l’uso di attrezzi e tecniche di pesca selettivi che riducono l’impatto ambientale, compresi gli attrezzi e le tecniche utilizzate nella pesca tradizionale e artigianale, garantendo in tal modo un livello equo per le comunità di pescatori locali. Purtroppo il “campo di gioco” ovvero il Mediterraneo, presenta delle specificità cui bisogna prestare attenzione: in primis il fatto che lo stock in questione viene sfruttato anche da altri paesi, non europei, che si affacciano su questo bacino ittico. Ed è anche per questo che un fermo totale delle attività di pesca non avrebbe alcun senso. In secundis bisogna ricordare che il Mediterraneo è anche una grande attrazione per la pesca ricreativa, ragione per cui la raccomandazione in questione si applica anche a questo settore.
Ma all’interno di un contesto legislativo complessivamente positivo, non posso non notare giusto un paio di punti che stridono quando si parla di difesa della pesca artigianale e delle risorse alieutiche. Prima di tutto all’art 24 sulla notifica preventiva al rientro in porto, le procedure previste non tengono conto delle dimensioni anche organizzative, non solo di lunghezza fuori tutto, della nostra flotta che è costituita da imbarcazioni di piccole dimensioni: se un pescatore pescasse a meno di 4 ore dal porto che dovrà fare? restare in mare in attesa visto che deve avvisare almeno 4 ore prima? Inoltre non è previsto nessun incentivo all’uso di attrezzi meno impattanti (come i circle) ma si prevede soltanto il loro numero e la loro dimensione. Poteva essere una occasione per premiare e incentivare l’uso di questi strumenti sostenibili per diminuire l’impatto su testuggini e squali.
Ma sicuramente ci sarà modo di migliorare la proposta all”interno di questa commissione.
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Il fermo totale delle pesca del pesce spada nel Mediterraneo non ha senso
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