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Airgun in Calabria e Puglia, UE accusa: autorizzato senza un monitoraggio adeguato
Nel 2017 l’allora ministro Calenda aveva autorizzato due ricerche di idrocarburi nel mar Mediterraneo con le tecniche dell’airgun, uno al largo delle coste calabresi e l’altro di quelle pugliesi. Ho chiesto alla Commissione Ue se tale tecnica, che mette a rischio l’ecosistema e la fauna marini, sia in linea con le norme Ue. Nella sua risposta, Bruxelles dice che l’airgun può essere compatibile “con il quadro giuridico dell’Ue in materia di protezione dell’ambiente marino a una serie di condizioni rigorose”, ossia “purché, sulla base di un’opportuna valutazione, non vi siano ripercussioni negative sugli habitat o sulle specie per le quali i siti sono designati”.
Il problema della decisione di Calenda e dell’ex governo Pd è che, dice la stessa Commissione, questa “opportuna valutazione” è stata lacunosa: “Il programma di monitoraggio 2014 dell’Italia necessitava di un ulteriore sviluppo per colmare le lacune a livello di conoscenze relative all’inquinamento acustico sottomarino, tra cui il rumore impulsivo dovuto all’estrazione di idrocarburi”, scrive Bruxelles. Si tratta di una lacuna che va colmata e per la quale mi impegnerò personalmente con il nuovo governo e in Europa.
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