Osservatorio Fondi UE
Osservatorio fondi – Giugno/Luglio 2018
Casi individuati
A Ferrara troppi furbetti ed evasori totali, 26 giugno 2018
I controlli sono scattati anche sul fronte del lavoro nero e dell’evasione previdenziale e contributiva: 68 controlli in materia sul lavoro sommerso, accertati 101 lavoratori “in nero”, 4 senza permesso soggiorno e 74 “irregolari”, mentre sono finiti nei guai 37 datori di lavoro per aver usato manodopera irregolare e in nero: «In tutti i settori: commercio, agricoltura, manufatturiero e dell’allevamento», spiega la Finanza, sottolineando un caso di “caporalato” nel Centese. Tanti gli interventi per scoprire i furbetti in ogni settore. In agricoltura, truffa per fondi Ue erogati non dovuti, per 50mila euro e due “nuovi” agricoltori denunciati. Truffa contestata a imprese e cittadini per fondi non dovuti per la ricostruzione del dopo sisma: 34 persone nei guai che hanno avuto illecitamente fondi per 1.5, milioni, mentre quelli bloccati sono stati 4,1 milioni. Quindi 16 interventi, 5 amministrativi e 11 penali per appalti per 1 milione di Euro: 3 persone, di cui 2 pubblici ufficiali, denunciati.
Contratti d’affitto col morto. Truffa all’Ue: sequestrato mezzo milione a imprenditori crotonesi, 30 giugno 2018
Il provvedimentoè scattato nei confronti di due imprenditoridi Cutroe ha interessato delle disponibilità finanziariepresenti su vari istituti di credito, tra cui conti correntie depositi bancaria loro intestati (per un importo di circa 87 mila euro), oltre a beni immobili(altri 430mila euro) tra cui figurano due fabbricatie quattro terreni agricoli. Le indaginisvolte dalle fiamme gialle sono state indirizzate a verificare la legittimitàdelle percezioni di finanziamenti comunitaridestinati al delicato settore della Politica Agricola Comune (i cosiddetti Pac). L’acume investigativo dei finanzieri hanno portato ad accertare la presentazione di istanze di accesso aifondi europeigrazie all’utilizzo di contratti di affittointestati a soggettiche sono risultati decedutiantecedentemente alla stipula. Dunque si tratterebbe di titoli di possesso praticamente falsi.
Truffa fondi europei in agricoltura, denunciato imprenditore di Scanzano, 2 luglio 2018
La Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro ha condotto un’articolata attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una Società cooperativa agricola di Scanzano, destinataria di un contributo di circa 160mila euro nell’ambito dei regimi di sostegno diretti agli agricoltori, previsti dalla Politica Agricola Comune (P.A.C.). Gli accertamenti svolti hanno consentito di appurare come il rappresentante legale della cooperativa, coadiuvato da un tecnico progettista, al fine di ottenere il contributo, avesse presentato alla Regione Basilicata, nell’anno 2013, “la dichiarazione di inizio dell’investimento” relativamente a lavori ed acquisti di macchinari agricoli in realtà mai effettuati.
Il responsabile è stato segnalato alla Procura competente per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (in concorso con il tecnico progettista) e per aver distratto i fondi pubblici dall’utilizzo previsto. Le risultanze dell’indagine sono state trasmesse, altresì, alla Corte dei Conti, al Ministero delle Politiche Agricole ed all’Ente erogatore (A.G.E.A.). Contestualmente, è stata condotta parallela attività in ambito fiscale tributario, atteso che per l’anno 2016 la società cooperativa agricola è risultata essere “evasore totale”, avendo omesso di dichiarare redditi imponibili per 100mila euro.
Fondi Ue, truffa alla Regione: sequestrati 63mila euro a Catania, 13 luglio 2018
https://www.ilsicilia.it/fondi-ue-truffa-alla-regione-sequestrati-63mila-euro-a-catania/
Su richiesta della Procura della Repubblica di Milano, la Guardia di Finanza di Palermoha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale del capoluogo lombardo che ha disposto il sequestro di circa 63mila euronei confronti di Antonino Concetto Rosario Raciti, residente a Linguaglossa(CT) e rappresentante dell’associazione culturale AST Servizicon sede a Catania.
Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle, partite a seguito di un esposto presentato dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana della Regione, hanno consentito di accertare un collaudato sistema di artifici e raggiriattraverso il quale, nell’ambito del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013,Raciti ha ottenuto indebitamente un finanziamento pubblico di oltre180mila euro(di cui circa 63.000 erogati nella prima tranche) per la realizzazione di un impianto espositivo museale su “I Castelli di Federico II di Svevia in Sicilia”, che l’indagato avrebbe dovuto realizzare a Catania.
Bologna, sul Tecnopolo inchiesta per truffa alla Ue, 17 luglio 2018
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/tecnopolo-inchiesta-1.4043475
Anche la Procura, dopo l’Anticorruzione, apre un’inchiesta sul maxi-appalto da 46 milioni di euro del Tecnopolo, nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi.
Una gara da 46 milioni di euro vinta in modo definitivo il 5 settembre 2017 da una società pugliese, la Manelli srl,con sede legale a Monopoli, in provincia di Bari, dopo l’aggiudicazione provvisoria del novembre 2016.
Come detto, già l’Anac di Raffaele Cantone nei mesi scorsi ha acceso un faro sulle procedure di assegnazione. Ora entra in scena anche la Procura e i punti ‘critici’ da chiarire riguardano alcuni aspetti dell’iter. La Manelli srl, al momento dell’aggiudicazione, aveva infatti un capitale sociale di 119mila euro, a fronte di un bando da 46 milioni. L’unico altro concorrente era il colosso delle costruzioni Pessina Spa, con un capitale di 11 milioni. I pugliesi hanno proposto un ribasso dell’8,75%, i milanesi del 2,47. E la Regione ha giudicato migliore il progetto di Manelli sotto tutti i punti di vista, non solo per il ribasso (punteggio tecnico 70 a 62,45, punteggio economico 30 a 8,46). Così l’appalto è andato alla Manelli, il cui capitale ora è salito a un milione, che dovrà affrontare l’urto di un progetto così costoso venendo pagata in parte ‘in natura’, perché la Regione le cederà un immobile di via dei Mille da 12 milioni solo a lavori ultimati.
La Regione ha spiegato che la legge non imponeva un limite minimo di capitale sociale, ma gli inquirenti sul punto vogliono vederci chiaro. Poi c’è ilcapitolo fondi europei.All’inizio la Regione aveva finanziato una quota del progetto con finanziamenti dell’Unione (di qui il reato ipotizzato di truffa sui fondi comunitari), poi però quei soldi sono spariti dal bando, ora interamente coperto con fondi regionali. Viale Aldo Moro ha spiegato che le risorse Ue nel frattempo sono state destinate ad altri progetti.
Disboscavano zone vincolate in Valnerina: cinque indagati e multa da 190 mila euro, 19 luglio 2018
http://www.umbria24.it/cronaca/disboscavano-zone-vincolate-della-valnerina-cinque-accusa-maxi-multa
Umbria: disboscavano aree sottoposte a vincolo paesaggistico: maxi multa da 190 mila euro. Il sostituto procuratore Patrizia Mattei ha chiuso le indagini per reati ambientali e falso in atto pubblico a carico di cinque persone, tra imprenditori agricoli e tecnici, accusati di aver tagliato a raso ed estirpato le ceppaie in varie zone del comune di Sant’Anatolia di Narco. A carico degli imprenditori agricoli è scattata anche la contestazione di tentata truffa aggravata per aver presentato in Regione una richiesta di contributo per fondi europei. Contestate un’ottantina di violazioni amministrative, con relativa maxi sanzione.
A titolo informativo
Fondi Ue, i numeri delle truffe made in Italy, 3 giugno 2018
https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/06/03/fondi-ue-truffe-italia/220622/
Tra 2014 e 2020 l’Unione europea metterà a disposizione dell’Italia risorse finanziarie per circa 77,5 miliardi di euro: 46,5 per le politiche di coesione e 31 per la politica agricola comune. I fondi costituiscono naturalmente una boccata d’ossigeno in un sistema economico sempre più asfittico e depresso. Se bene utilizzati, possono funzionare da volano per la ripresa. Queste risorse, come documenta l’ultimo studio dell’Ufficio Valutazione Impatto del Senato, sono gestite direttamente dalle autorità statali, regionali e locali di ciascun Paese membro. Resta però da chiedersi se siano gestite bene dato che, come documenta la Guardia di Finanza, l’imponente fiume di denaro che arriva da Bruxelles di colpo si disperde nei mille rivoli delle truffe e dei raggiri. Tra il 2014 e il 2016, la Guardia di Finanza ha eseguito 12.838 interventi, controllando circa 2,4 miliardi di contributi. L’ammontare di irregolarità è risultato pari a quasi 1,5 miliardi, ovvero, oltre il 60% dei fondi.
Le frodi e le irregolarità sui fondi strutturali e sulle spese dirette della Ue sono avvenute nell’85% dei casi nell’Italia meridionale, cioè nelle Regioni destinatarie dei fondi stanziati per l’obiettivo Convergenza 2007-2013. Segue l’Italia centrale con il 12%, ultimo il Nord con il 3,5%. Ma guardando al tesoretto messo a disposizione per l’agricoltura e la pesca, nessuna parte del Paese è in realtà esente dagli illeciti, che risultano numerosi anche in regioni ricche come il Friuli Venezia Giulia. In questo settore sono stati commessi reati nel 46% dei casi nel Centro Italia, nel 33% circa nel Mezzogiorno e nel 21% al Nord. I dati della Guardia di Finanza riportano che la percentuale più alta di illeciti e frodi riguarda la politica agricola comune e la politica della pesca: il 62% dei finanziamenti controllati sono stati richiesti o percepiti in modo irregolare o fraudolento. In un solo biennio, 5.521 persone sono state denunciate per truffa aggravata, malversazione e indebita percezione di risorse europee. Gli arresti sono stati 71. Sono state avanzate proposte di sequestro per 587,4 milioni di euro ed eseguiti provvedimenti cautelari reali (cioè che colpiscono i beni degli imputati per rifarsi della somma sottratta) per 196,2 milioni.
Le Fiamme Gialle, nella loro quotidiana opera di contrasto a questa tipologia di illeciti, hanno riscontrato la nascita di vere e proprie figure professionali specializzate nel togliere a Bruxelles più di quanto dovuto. Si legge infatti nel rapporto dell’Uvi che, spesso, gli imprenditori pizzicati a frodare l’Unione europea si rivolgono a «consulenti e professionisti esterni che si sono affermati come veri e propri “specialisti” nell’acquisizione di erogazioni pubbliche e che sfruttano contatti, metodi e tecniche d’intervento chiaramente finalizzati ad attività illecite». Tra le metodologie di frode maggiormente riscontrate ci sono: l’artificioso sovradimensionamento delle domande di aiuto; l’indebito ottenimento di titoli sulla base di false dichiarazioni e della cessione in blocco degli stessi; la fraudolenta percezione di provvidenze da parte di soggetti già deceduti prima della presentazione della domanda o sottoposti a misure di prevenzione antimafia.
Fondi Ue per il Sud fanno gola ai furbetti, allarme reati, 24 giugno 2018
I fondi europei stanziati per il Sud fanno gola ai furbetti: maggiori sono infatti le risorse stanziate maggiori sarebbero gli illeciti. È quanto emerge da un recente working paper della Banca d’Italia che analizza i dati relativi ai fondi strutturali Ue destinati al Sud Italia tra il 2007 e il 2014, mettendo in luce una “correlazione positiva” tra finanziamenti e frodi.
“Le nostre stime suggeriscono che, in assenza di erogazioni di finanziamenti dell’Ue, il numero annuo dei crimini dei colletti bianchi nell’Italia meridionale sarebbe stato inferiore del 4%”, si legge nello studio. Gli economisti riconoscono che tali risultati non possono essere considerati del tutto definitivi data la possibile simultaneità tra attività criminali e assegnazioni ed erogazioni dei fondi, tuttavia “forniamo l’evidenza che la correlazione stimata tra i trasferimenti e crimini dei colletti bianchi è improbabile che sia falsa o dovuta ad effetti distorsivi”.
Protocollo d’intesa Regione-GdF per controlli sui fondi Ue erogati, 28 giugno 2018
http://www.giornaledicalabria.it/?p=94890
Regione e Guardia di Finanza hanno firmato un accordo per rafforzare le azioni di controllo sull’utilizzo delle risorse erogate dall’UE con il POR FESR FSE e il PSR 2014-2020. Il protocollo prevede il coordinamento dei controlli e dello scambio di informazioni in materia di finanziamenti erogati nell’ambito del POR FESR FSE 2014-2020 e PSR 2014-2020, coprendo una spesa comunitaria di ben 3,4 miliardi di euro. “Si rinnova anche – è scritto in una nota – il nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari, di fatto, la cooperazione interistituzionale tra la Guardia di Finanza e la Regione voluta, nel rispetto delle competenze e delle funzioni assegnate dall’ordinamento vigente, al fine di migliorare l’efficacia complessiva dei controlli e delle strategie antifrode, soprattutto in chiave di prevenzione dei fenomeni illeciti. L’accordo – si legge – aumenta significativamente la sfera di azione della precedente intesa sulla programmazione 2007-2013 poiché ricomprende anche il FEASR 2014-2020 e prevede la possibilità di accesso della Guardia di Finanza ai relativi Sistemi Informativi Unitari (SIURP, SIAN) di censimento delle operazioni cofinanziate con i fondi SIE; tali sistemi informatici, in esecuzione della regolamentazione comunitaria 2014-2020, sono stati implementati con l’inserimento degli atti amministrativi/contabili/di controllo relativi a tutte le operazioni finanziate dall’amministrazione regionale che, pertanto, saranno direttamente visionabili dalla Guardia di Finanza”.
Dall’estero
In aumento frodi su migranti e importazioni cinesi, avverte l’ufficio antifrode Ue, 6 giugno 2018
L’Olaf ha chiuso 197 inchieste l’anno scorso in tutta l’Unione europea, emettendo 309 raccomandazioni alle autorità nazionali competenti. Sono i fondi europei destinati alla gestione della crisi dei migranti e le tariffe doganali i principali “protagonisti” di frodi ed evasione da parte dei gruppi criminali nell’Ue.
Questo è quanto ha rilevato l’ufficio europeo antifrode Olaf, che il 6 giugno ha presentato a Bruxelles il suoreport annuale per il 2017. Secondo quanto riportato dal direttore generale facente funzione dell’Olaf Nicholas Ilett, le frodi su fondi destinati ai migranti interessano più le “risorse destinate alla gestione dell’emergenza” che quelle mirate “all’integrazione a lungo termine”.
L’Olaf concentra le proprie indagini sui Paesi coinvolti maggiormente dai flussi, come Italia e Grecia, e sugli Stati, all’esterno dell’Unione, che sono destinatari di forti somme provenienti dall’Ue.
Come riporta l’ufficio antifrode Ue nel suo report, l’Unione “ha mobilitato oltre 10 miliardi di euro per soccorso e assistenza ai siriani”, per i Paesi dell’Unione e non. Tali fondi vengono veicolati principalmente attraverso organizzazioni non governative ma, come scritto nel report, sfortunatamente “attraggono l’interesse di persone e gruppi che sfruttano gli aiuti umanitari e frodano sui fondi”. Tale fenomeno, riporta Olaf, “è largamente dovuto al fatto che i progetti sono sviluppati in ambienti operativi difficili, con un’autorità statale limitata e un elevato rischio di corruzione”.
Inoltre, secondo quanto l’ufficio ha evidenziato, “gli aiuti sono elargiti attraverso partner locali” i cui atti e documenti “sono difficili da verificare” è in condizioni di emergenza”. “Abbiamo sempre indagato sugli aiuti dell’Unione alla cooperazione – ha precisato Ilett – ma abbiamo aggiunto questo campo fra le priorità investigative da portare avanti quest’anno”.
Un altro motivo di allarme evidenziato dall’ufficio Ue contro la frode riguarda Ungheria e Grecia, che sarebbero diventate principali punti di snodo per truffe multi-milionarie che sfrutterebbero le infrastrutture offerte dalla nuova “Via della seta cinese” per importare vestiti e scarpe dalla Cina. “Lo schema è semplice”, e riguarda “beni dal basso valore”, il che è furbo, dal momento che nessuno fa troppa attenzione “a jeans o simili”, quando sono in grandi quantità, ha dichiarato il direttore per gli scambi commerciali e doganali dell’Olaf Ernesto Bianchi. La frode su vasta scala, che consiste, nella pratica, nel non dichiarare il valore reale delle merci importate per pagare dazi e tasse più bassi, era stata scoperta per la prima volta nel Regno Unito, dove, secondo Olaf, andava avanti già da tempo. Vista l’entità del fenomeno, la Commissione europea ha chiesto quest’anno a Londra di pagare 2,7 miliardi di euro in dazi doganali persi per il bilancio dell’Ue. Secondo quanto riportato, la truffa si è spostata negli ultimi tempi in Ungheria e nel porto del Pireo ad Atene – che dal 2016 è di proprietà di maggioranza della cinese Cosco Shipping. I dati sui flussi doganali ungheresi e greci mostrano infatti un aumento di importazioni di abbigliamento e calzature cinesi sottovalutate negli ultimi due anni – che ha coinciso con un calo delle importazioni nel Regno Unito.
L’anno scorso l’Olaf ha chiuso 197 inchieste in tutta l’Unione europea, emettendo 309 raccomandazioni alle autorità nazionali competenti. Nel corso del 2017 ha aperto 215 indagini.
In quattro casi riguardanti l’Italia – su 5 aperti complessivamente – l’organismo ha formulato raccomandazioni. In Italia l’Olaf ha individuato, grazie alla collaborazione con la Guardia di Finanza – che llett ha definito come “dei quasi partner” – un caso che riguardava fondi Ue per costruire un aeroscafo per raggiungere aree remote in caso di incidenti ambientali. Il denaro, in realtà, è stato utilizzato per pagare l’ipoteca di un castello che rischiava il pignoramento. Le indagini dell’Olaf spaziano dai gravi casi di sottovalutazione fraudolenta in cui i truffatori hanno tratto profitto dal dichiarare valori falsamente bassi per le merci importate nell’Ue, a casi nei quali sono stati individuati fondi sottratti all’agricoltura da gruppi di criminalità organizzata o frodi in grandi progetti infrastrutturali.
Europarlamento: nuova missione in Slovacchia nel 2018 per i sussidi agricoli, 26 giugno 2018
https://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/83959
l comitato per il controllo dei bilanci (CONT) del Parlamento europeo ha approvato la scorsa settimana una proposta per l’invio di una nuova missione di ispezione in Slovacchia sul tema degli abusi nel settore dei sussidi agricoli. L’eurodeputato Ivan Stefanec (KDH) ha detto che la missione dovrebbe realizzarsi entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di fare verifiche sui casi di violazione delle regole per la ridistribuzione dei fondi UE, soprattutto nel settore agricolo. Questa seconda missione, ha informato Stefanec, membro del PPE, viene in seguito alle denunce presentate dagli agricoltori slovacchi al Parlamento europeo, che già aveva iniziato a indagare su potenziali reati finanziari in riferimento ai sospetti sull’uso improprio dei fondi UE. Nel mirino sono le frodi ad ampio raggio nelle sovvenzioni agricole, dove diverse aziende hanno ricevuto illecitamente fondi a spese dei piccoli agricoltori. Sistemi fraudolenti che sono stati portati alla luce dai colleghi di Jan Kuciak, continuandoil suo lavoro, ha detto Stefanec. Rammaricandosi del fatto che il sistema funzionava «con la benedizione, o almeno l’ignoranza, delle autorità statali slovacche».
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