Ecco il mio intervento a Strasburgo: Tra la scorsa sessione plenaria e questa ci sono state altre manifestazioni con 62 morti e circa 2000 feriti, Tra le vittime probabilmente alcuni militanti di Hamas ma sicuramente anche molti civili. In questo momento delicatissimo, oltre alle legittime denunce contro l’uso sproporzionato della forza da parte dell’esercito israeliano c’è bisogno anche di ‘pars costruens’.
Mi sento dunque di accogliere in pieno le proposte dell’inviato speciale dell’ONU per la pace nel Medio-oriente Nikolay Mladenov, che, nel ribadire come quasi tutte le infrastrutture principali, in particolare quelle elettriche, sanitarie e relative all’acqua di Gaza siano sull’orlo del collasso propone un piano che prevede l’adozione di un sistema rapido che consenta la gestione e l’implementazione dei progetti ONU sul campo, il rafforzamento del coordinamento tra Autorità Palestinese Israele e Egitto per il superamento dei predetti ostacoli, il richiamo di tutte le parti coinvolte ad impegnarsi ad un cessate il fuoco duraturo come stabilito nel 2014, l’identificazione delle priorità progettuali a Gaza per i prossimi due anni.
Interventi e contributi alle discussioni -
L’UE affronti la crisi umanitaria e rifaccia partire il processo di pace
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