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Basta austerity: l’UE che parla di pilastro sociale non puo’ usare solo il PIL per decidere le sue politiche di sviluppo
Se non si cambierà il metro con cui il sarto confeziona l’abito, fintanto che tutto sarà calibrato sul Prodotto Interno Lordo, ci troveremo alle prese con vestiti stretti e soffocanti. Quando si adotteranno invece parametri che tengano conto del progresso sociale e del reale benessere dei cittadini, allora potremo vedere misure in grado di garantire occupazione e retribuzioni eque.
Ecco il mio intervento al Parlamento europeo:
Le divergenze in termini di reddito, occupazione ed opportunità, che si sono enfatizzate con la crisi economico-finanziaria, sono evidenti e mortificano l’esistenza delle persone, poiché la sicurezza economica è importante per la realizzazione dei cittadini e per il loro benessere generale.
Oggi non basta semplicemente avere un lavoro per essere al riparo dalla povertà perché varie tipologie contrattuali atipiche, molti tirocini non retribuiti, diverse forme di occupazione non convenzionali o non dichiarate, come la schiavitù del caporalato, impongono condizioni economiche al limite – se non al di sotto – della soglia di povertà.
Le disuguaglianze creano sconforto, portano malcontento e rabbia, creano un humus che alimenta instabilità e sfiducia nell’Unione Europea. Eppure sono state nutrite dalla ricetta dell’austerità e dalle raccomandazioni specifiche per paese che l’Europa ha deciso di appioppare ai propri cittadini. Disoccupazione, tagli alle retribuzioni e alle pensioni, oltre che al welfare, hanno minato la vita di molte persone. E il tutto alla faccia della priorità del benessere dei popoli riconosciuta dai trattati europei!
Le risposte quindi non vanno cercate nelle raccomandazioni specifiche per paese o nel semestre europeo. Non si può pensare di guarire un ammalato con le stesse medicine che lo hanno reso agonizzante!
Se non si cambierà il metro con cui il sarto confeziona l’abito, fintanto che tutto sarà calibrato sul Prodotto Interno Lordo, ci troveremo alle prese con vestiti stretti e soffocanti. Quando si adotteranno invece parametri che tengano conto del progresso sociale e del reale benessere dei cittadini, allora potremo vedere misure in grado di garantire occupazione e retribuzioni eque.
Ben venga quindi un autentico pilastro europeo dei diritti sociali, ben vengano azioni per il bilanciamento della vita professionale e privata, ma altre soluzioni proposte dal relatore non sono adeguate e per questo ci asterremo.
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