Ecco il mio intervento al Parlamento europeo:
Grazie Presidente. In attesa della draft opinion del collega Vaughan, possiamo fare delle considerazioni preliminari. Innanzitutto, per quanto riguarda la nostra specifica commissione, non possiamo che auspicare un decisivo cambio di passo del tasso di assorbimento dei fondi di coesione, che continua ad essere, per il solito combinato disposto di ritardi risalenti all’adozione del regolamento, ritardi nelle nomina dell’autorità di gestione, inefficienze a vari livelli nelle amministrazioni nazionali regionali e locali del tutto insoddisfacenti.
Se in questa programmazione non arriveremo al disimpegno automatico, gran parte del ‘merito’ sarò dovuto alla regola del cosiddetto ‘n+3’, che dovrebbe tuttavia, a quanto dicono le indiscrezioni, scomparire nella programmazione 2021-2027. Il budget 2019 deve a nostro avviso naturalmente porsi come obiettivo primario quello di contribuire alla realizzazione degli obiettivi di Parigi e dunque alla lotta al cambiamento climatico. Concordiamo con l’impostazione data da Viotti nel report adottato in marzo 2018 laddove parla del tema dell’occupazione giovanile, tragica emergenza in tutta Europa ma soprattutto in Italia e nelle regioni del Sud. In particolare apprezziamo il paragrafo dove si sostiene che nel 2019 si debbano rafforzare tutti gli strumenti pertinenti per contrastare la disoccupazione giovanile, in particolare nelle regioni dell’UE meno sviluppate economicamente, prestando una particolare attenzione al miglioramento delle competenze imprenditoriali e professionali e della mobilità, al riconoscimento delle qualifiche a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale, nonché al sostegno all’occupazione, alla competitività, alla creazione di posti di lavoro, agli investimenti nelle infrastrutture, all’innovazione, alla ricerca e alle PMI. Vorrei ribadire invece la nostra valutazione estremamente negativo sul Fondo europeo per gli investimenti strategici, come d’altra espresso nell’ emendamento della delegazione 5 stelle presentato in plenaria proprio in marzo. Riteniamo, infatti che il fondo Juncker (FEIS) si sia dimostrato inefficace nel ridurre la carenza di investimenti nell’Unione e che i risultati conseguiti finora non sono sufficienti e in molti casi non apportano alcuna addizionalità o valore aggiunto rispetto ai programmi della BEI esistenti; deploriamo anche che l’elenco dei progetti selezionati per ricevere fondi dal FEIS comprenda impianti infrastrutturali con un grave impatto ambientale, come bioraffinerie, acciaierie, impianti di rigassificazione e stoccaggio di gas e autostrade.
Interventi e contributi alle discussioni -
Il fondo Juncker per gli investimenti un fallimento per economia e ambiente
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