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Altro che trasparenza: 1052 strumenti finanziari per 17 miliardi di euro, ma l’ue fa fatica a tracciarli. e’ ora di intervenire
L’Unione, che tanto spesso parla di trasparenza e di efficienza, ha il dovere di impiegare con correttezza e in maniera efficace il denaro dei cittadini europei. Ecco il mio intervento a Strasburgo
Presidente, Colleghi,
i contenuti della relazione della Corte dei Conti potrebbero far pensare a un bicchiere che, a seconda di chi lo guarda, può essere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Al fatto che per la prima volta non c’è stato esclusivamente un giudizio negativo, va contrapposto il fatto che ci sono risorse finanziarie che non dovevano essere erogate dall’Unione Europea poiché non utilizzate in conformità alla normativa. E negli ambiti delle Risorse naturali (Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca) e della Coesione economica, sociale e territoriale, l’Europa ha commesso parecchi errori nei pagamenti.
Errori commessi con denaro pubblico e che sono riconducibili all’assenza di documentazione essenziale, alle spese obiettivamente non ammissibili, ai conflitti di interesse o alle irregolarità negli appalti.
C’è poi un altro aspetto rilevante che viene sottolineato dalla Corte, ossia la complessità dei meccanismi di finanziamento, che è continuata ad aumentare. La Commissione ha giustificato il massiccio incremento del numero di soggetti e di strumenti che partecipano al finanziamento dell’attuazione delle politiche e dei programmi europei con la necessità di dover far fronte a nuove sfide, quali l’immigrazione, la Brexit, il cambiamento climatico.
Tant’è però che ora la Corte si trova in difficoltà a gestire, controllare e rendicontare la spesa, con il futuro rischio reale di non essere in condizione di comprendere come sia di fatto speso il denaro. In effetti, già alla fine del 2015, erano stati istituiti ben 1052 strumenti finanziari, con una dotazione complessiva di quasi 17 miliardi di euro, il cui impiego non sempre è stato tracciabile in maniera precisa. Per di più, segnala la Corte, uno dei principali vantaggi di questi strumenti, ossia la capacità di utilizzare i fondi più di una volta, non è stato pienamente sfruttato.
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