Gli eventi atmosferici di queste settimane hanno provocato vittime, danni ingenti al patrimonio storico-culturale da #Matera a #Venezia, perdite economiche da quantificare per imprese e cittadini.
Un altro viadotto autostradale è crollato e poteva essere una nuova tragedia. Si parla di Fondo di solidarietà e di #protezioneCivile europea, ma è ora che l’Ue esca dalla sola logica emergenziale. Già nel 2016, il Parlamento europeo, grazie a un emendamento del M5S, ha approvato una risoluzione in cui si chiedeva di escludere dal calcolo dei deficit nazionali, nel quadro del patto di stabilità e crescita, gli investimenti per la ricostruzione sostenibile, per la prevenzione antisismica, per la lotta al dissesto idrogeologico, inclusi i Fondi strutturali europei.
Commissione e Stati membri diano seguito a questa risoluzione. Se non agiamo sul lato strutturale della prevenzione e delle cause dei disastri il numero di vittime e il conto dei danni in tutta Europa rischia di continuare a salire.
Non può esserci un #GreenNewDeal senza riconoscere il dissesto idrogeologico priorità assoluta da affrontare con regole nuove, adeguate ad affrontare il cambiamento climatico che troppi, anche a Bruxelles e Strasburgo, continuano a negare o a addirittura foraggiare difendendo gli investimenti sui fossili.
Interventi e contributi alle discussioni -
MALTEMPO: L’UE ESCLUDA GLI INVESTIMENTI PER PREVENZIONE E DISSESTO DAL PATTO STABILITÀ
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