Commissione Regioni (REGI), Interventi e contributi alle discussioni -
Scambio di opinioni su report per Misure Speciali per la Grecia
Il report del collega Arimont puntalmente analizza le conseguenze delle misure da noi approvate nel 2015, ovvero il combinato disposto di tre misure:
- l’aumento del tasso di cofinanziamento per i progetti della programmazione 2007-2013 dal 95 al 100%;
- l’ early release del saldo finale, pari al 5% rimanente;
- la previsione per la programmazione 2014-2020, di un prefinanziamento iniziale supplementare del 7% nei programmi operativi della politica di coesione in Grecia.
E ovviamente non posso che concordare con lui quando si auspica che ci vorrebbero delle valutazioni relative non solo al tasso di assorbimento, ma anche all’impatto qualitativo, in particolare dal lato della sostenibilità ambientale, sui progetti finanziati.
Tuttavia, ripeto quel che avevo detto in aprile nel nostro primo scambio di opinioni. la situazione della Grecia era, e non può tutt’ora che essere ancora considerata una situazione speciale, per via delle misure lacrime e sangue che sono state imposte e dei costi economici, sociali, sanitari che sono incorsi per seguire gli obblighi imposti dalla Troika.
Bene dunque il controllo sulla spesa, e la rivendicazione che i soldi pubblici dei contribuenti europei debbano essere spesi in maniera corretta ed evitando gli sprechi. La politica di coesione, e le relative misure speciali che abbiamo approvato approvate servono eccome, comed’altronde afferma anche la relazione, e fa quel che può ma permangono, nel Paese, notevolissime preoccupazioni per la situazione di estrema fragilità del tessuto sociale ed economico provocate.
Voglio dunque fare un appello alla Commissione Europea, in particolare, ma anche ai miei colleghi che poi lavoreranno con me sul pacchetto dei nuovi regolamenti. Difendiamola questapolitica di coesione, che continua a essere l’unica politica realmente distributiva, e vigiliamoaffinché oltre al PIL ci siano effettivamente, come promesso dalla Commissione, anche altri indicatori come la disoccupazione giovanile e l’accoglienza dei migranti per determinare l’allocazione dei fondi. La Grecia, proprio come il Sud Italia, ha pagato e paga un prezzo unaltissimo per la crisi economica e per la sua generosità e reale solidarietà verso i migranti, al contrario di altri Paesi. Mi auguro che sia nella proposta della Commissione, sia nel nostro lavoro qui quando si tratterà di negoziare il prossimo quadro 2021-2027, ci siano riscontri fattuali alle pur buone dichiarazioni di principio enunciate spesso da questo Parlamento.
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