Agricoltura, Commissione Agricoltura (AGRI)
Burocrazia e costi si abbattono sulla Politica Agricola Comune (PAC)
La Politica Agricola Comune è storicamente uno degli assi portanti dell’Unione europea. Oggi provvede alla sicurezza alimentare per oltre 500 milioni di cittadini e occupa più di 40 milioni di persone. Tuttavia gli oneri burocratici e amministrativi che ricadono sul settore sono davvero rilevanti e in alcuni casi al limite dell’insostenibilità.\r\n\r\nLa PAC prevede decine di migliaia di pagine di regolamenti e di leggi d’implementazione e ogni Stato Membro può fissare un proprio quadro normativo con richieste non necessarie che vanno oltre a quanto fissato nell’ambito dell’Unione. Il risultato è un aggravio delle procedure e dei costi ai quali sono sottoposti gli agricoltori; infatti, data la complessità della materia, spesso questi sono costretti a ricorrere a consulenze esterne a pagamento per riuscire a districarsi nella giungla della burocrazia. A questo si aggiunge un rischio potenziale giacché i redditi derivanti dalle attività agricole sono estremamente dipendenti dai contributi europei (sia del I che del II pilastro): ogni eventuale errore nelle richieste può provocare una grande perdita nelle entrate.\r\n\r\nIn concreto si ha una situazione europea parecchio disomogenea, che varia da Stato a Stato, con alcune realtà molto penalizzate. Tanto per citare un esempio, al Parlamento Europeo è stata recentemente ospitata l’esposizione dei documenti necessari per accedere alla PAC che ha dovuto produrre un’imprenditrice agricola in Finlandia: se appesi a un filo, come si fa con il bucato, uno a fianco all’altro, i vari fogli presentati coprono una distanza di ben 25 metri!\r\n
Se a tutto questo si aggiungono i frequenti cambiamenti delle normative previste, le scadenze spesso in tempi ristretti, l’elevato rischio finanziario, l’appesantimento derivante dalla somma delle procedure europee, nazionali e regionali, ci si rende conto di quanto una politica che dovrebbe agevolare l’agricoltura rischia di trasformarsi in un incubo (tanto più grande, quanto più ritardano i pagamenti dovuti!).
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In sostanza, quindi, cosa sarebbe opportuno fare?
\r\nIndubbiamente è necessaria una semplificazione della PAC, attraverso un processo che garantisca al contempo l’armonizzazione in tutta l’Unione di quanto previsto. In questo modo gli agricoltori finlandesi, inglesi o italiani dovranno seguire le stesse procedure e sostenere gli stessi costi dei colleghi tedeschi, francesi o spagnoli. Inoltre andrebbero evitate tutte le duplicazioni di tutte le procedure amministrative, riducendo il numero di allegati e di documenti accompagnatori richiesti anche a più livelli. Lo sviluppo della digitalizzazione dovrebbe inoltre permettere di agevolare nuove soluzioni e servizi, consentendo anche un migliore accesso alle informazioni necessarie per abbattere costi e consulenze esterne.
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