Commissione Pesca (PECH), Lavoro
Pescare non può essere come andare in guerra
Prima l’assalto della Guardia costiera libica, che poteva trasformarsi in tragedia. Poi lo speronamento e la sassaiola da parte di imbarcazioni turche. Vittime, in entrambi i casi, i #pescherecchi della marineria di Mazara del Vallo. Per loro, il Mediterraneo, da luogo di lavoro, sta diventando campo di battaglia. E questo non è accettabile. Circa un anno fa, per fermare i rifornimenti di armi turche via mare alla #Libia, l’Ue ha deciso di avviare l’operazione navale militare Irini.
Ma il suo raggio d’azione è stato ridotto per evitare che la presenza di navi militari europee diventasse un fattore di attrazione dei barconi di migranti.
Non mi sembra che questa accortezza abbia ridotto le partenze e i morti nel Mediterraneo, anzi. E non vorrei che alle vittime della tratta si aggiungano i nostri pescatori. L’Europa intervenga, tanto più se è vero che dietro gli attacchi ai pescherecci di Mazara vi sia la lunga mano della Turchia. Abbiamo pattugliato mari lontani da noi per proteggere le petroliere e i cargo dai pirati. Si faccia lo stesso per i nostri pescatori
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