Commissione Regioni (REGI), Interventi e contributi alle discussioni -, Sviluppo
Bruxelles non prenda in giro i giovani: il volontariato non e’ un tirocinio lavorativo
L’Ue ha stanziato 300milioni di euro per il Corpo europeo di solidarietà, un programma che vedrà 100mila giovani impegnati in opere di volontariato. Bene, giusto. Ma la Commissione deve essere trasparente e chiarire un punto centrale: le attività di volontariato non sono tirocini di lavoro. Le risorse dell’Erasmus, del Fondo sociale europeo e del Programma per l’occupazione non siano usate per il Corpo europeo
Ecco il mio intervento:
Grazie Presidente. Il tema ad oggetto del parere del collega Hetman è davvero molto importante, alla luce sia dei numerosi disastri naturali che si sono susseguiti in quest’ultimo anno, sia dell’altissimo valore simbolico che un’iniziativa del genere comporta.
Accolgo in generale con favore il progetto di parere presentato in autunno del collega anche se mi permetto alcune breve considerazioni.
Secondo quanto affermato dal Presidente Juncker nel suo discorso sull’Unione 2016: “L’obiettivo del Corpo europeo di solidarietà è dare ai giovani l’opportunità di prendere parte a una serie di attività solidali riguardanti situazioni difficili in tutta l’UE. La partecipazione gioverà non solo ai giovani ma contribuirà anche agli sforzi delle autorità nazionali e locali, delle organizzazioni non governative e delle imprese per affrontare varie sfide e crisi”.
Già nel primo scambio di opinioni prima della pausa estiva, avevo sottolineato che che lo spirito e la ratio dell’iniziativa non può che trovarmi d’accordo.
Nutro qualche perplessità, tuttavia, per quanto concerne il bilancio, e non tanto sull’ammontare (vengono previsti 340 milioni per una mobilitazione di circa 100mila giovani), quanto sul drenaggio delle risorse da altri programmi, e segnatamente Erasmus + (per circa 200 milioni), l’EASI (Programma dell’Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSIper 10 milioni) e FSE, e chiederei dunque di valutare se ci sono le condizioni, eventualmente, per aumentare quegli 86 milioni che derivano dal cosiddetto margine non assegnato nell’ambito della rubrica 1a.
Sono d’accordo invece sulla necessità di contemperare le esigenze di valutazione del programma, e di accurata selezione dei giovani, con quelle di un meccanismo non eccessivamente oneroso dal punto di vista burocratico.
In ultimo, vorrei ancora condividere alcune delle istanze approvate dal Parlamento nella sua risoluzione di aprile, e segnatamente:
-laddove si invita la Commissione, in sede di attuazione del Corpo Europeo di Solidarietà (CES), ad operare una chiara distinzione tra le attività di volontariato e i tirocini di lavoro allo scopo di mantenere le differenze fondamentali tra volontariato e lavoro
-laddove si sottolinea che ci si dovrebbe occupare del monitoraggio del carico di lavoro e ambiente lavorativo in vista dei compiti specifici che dovranno svolgere i volontari o lavoratori del CES.
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