Commissione Pesca (PECH), Comunicati Stampa
Il governo si dia una mossa, i piccoli pescatori hanno bisogno di risposte immediate
Il governo dia una risposta immediata alle richieste dei piccoli pescatori. Il caro gasolio sta aggravando una situazione di difficoltà che si trascina da troppo tempo. Stavolta l’Ue si è mossa in tempo, anche grazie al nostro lavoro al Parlamento europeo, attivando nel quadro del Feampa il meccanismo anticrisi e una serie di compensazioni straordinarie, per coprire arresti temporanei, immagazzinamento e costi aggiuntivi. Queste compensazioni avranno effetto retroattivo, a partire dal 24 febbraio. Ecco perché il governo può e deve agire da subito.
In questi giorni sono a Mazara del Vallo, in missione per la Commissione Pesca del Parlamento europeo, dove oggi ho incontrato la marineria locale.
Al netto del caro gasolio, qui in gioco c’è la sopravvivenza della piccola pesca, un comparto fondamentale per le nostre comunità costiere e che è la chiave di volta per coniugare sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Ecco perché bisogna assegnare maggiori possibilità di pesca a questo segmento, cosa che è prevista dall’articolo 17 della Politica comune di pesca, ma che viene puntualmente disattesa dai governi.
Lo abbiamo chiesto espressamente come Greens EFA, così come una battaglia che stiamo portando avanti riguarda la diversificazione del #reddito dei piccoli pescatori, anche attraverso il loro coinvolgimento nella gestione delle aree marine protette. Ricordo che tali aree sono fondamentali per la ricostituzione degli stock del Mediterraneo, cosa che a sua volta ha ricadute positive sulle attività di pesca. Ma tanto sulla diversificazione del reddito, quanto sulle aree marine protette, l’impegno del governo è pressoché nullo. Infine, è proprio dinanzi a una crisi energetica come quella che stiamo vivendo che bisogna guardare anche al futuro: c’è un grave ritardo nello sviluppo dei pescherecci alimentati con energie rinnovabili. Al Parlamento europeo, ho appena commissionato uno studio che cercherà di mappare i progetti di successo in tal senso, di stimare i costi per la loro riproduzione su larga scala e di identificare le lacune che ancora ci sono nella ricerca e nello sviluppo per fare in modo di riuscire a colmarle con investimenti pubblici. Solo così un giorno i pescatori (e il nostro mare) potranno essere indipendenti da fossili e costi connessi.
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