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Ex-Ilva: stop ai fondi PNRR per lo stabilimento
“La diffida per il superamento dei limiti di emissione”, ma anche “modalità operative che non tutelano i lavoratori, l’ambiente e i cittadini dell’area di Taranto”. Il tutto documentato punto per punto per aggiornare la Commissione europea sul “quadro ancora allarmante e per nulla confortante” della gestione dell’ex Ilva. E per chiedere a Bruxelles di intervenire per fare in modo che “le somme previste nel #Pnrr” del governo italiano per il polo siderurgico di Taranto vadano “a veri progetti di transizione ecologica” per la città.
È quanto si legge nella lettera ho inviato alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, al vicepresidente Valdis Dombrovskis e ai commissari Paolo Gentiloni (Economia) e Virginijus Sinkevičius (Ambiente).
Questa lettera fa seguito alla denuncia per cattiva amministrazione nei confronti della Commissione Ue che ho presentato lo scorso marzo al Mediatore europeo. Bruxelles, infatti, continua a bloccare l’avanzamento della procedura d’#infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione delle direttive su prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, e sulle emissioni industriali da parte dell’ex Ilva di Taranto. La procedura è aperta dal 2013, ricordo.
Con la lettera di oggi aggiorno la Commissione sullo stato drammatico in cui versa la città e in cui operano i lavoratori dello stabilimento. L’esecutivo Ue non può farsi campione del Green deal a Bruxelles, e poi chiudere gli occhi su Taranto.
Questo vale tanto più sul Recovery Fund: il regolamento che abbiamo votato al Parlamento europeo fissa chiari target di spesa sull’ambiente. Il #Pnrr di #Draghi non solo non li raggiunge, ma nel caso dell’ex Ilva rischia di trasformarsi in una gigantesca operazione di greenwashing. Anche questo è stato comunicato alla Commissione con dovizia di particolari in una nostra lettera.
Il giudizio di Bruxelles sul Pnrr italiano è atteso nei prossimi giorni. Attendiamo una risposta chiara su questo. La salute dei tarantini non può essere più sacrificata
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