Comunicati Stampa
ATLANTIA, GREENS/EFA: DOPO AVERGLI FATTO FARE PROFITTI SULLA PELLE DEGLI ITALIANI, IL GOVERNO LA PREMIA PURE
Bruxelles, 18 giugno 21 – “Dopo avere concesso ad Atlantia di fare profitti sfrenati sulle nostre autostrade e sulla pelle degli italiani, ora il governo Draghi gli consegna pure un bel pacco premio. Perché non solo, attraverso Cassa Depositi e Prestiti, ricompriamo a peso d’oro le partecipazioni della multinazionale della famiglia Benetton, ma gli regaliamo anche un bello scudo protettivo che mette al sicuro le casse di Atlantia dai risarcimenti sopra i 150 milioni di euro. Siamo di fronte a un nuovo ‘delitto perfetto’ che ricorda da vicino quanto successo con il passaggio dell’ex Ilva ad ArcelorMittal. Uno schiaffo vergognoso alle vittime del ponte di Genova che non possiamo accettare. Ecco perché oggi abbiamo voluto unirci alla protesta contro la transazione con Aspi, che va fermata. Lo dobbiamo a chi è morto il 14 agosto di tre anni fa, e alla loro famiglie che meritano giustizia”. Lo dichiara in una nota la delegazione italiana dei Greens/EFA, composta da Rosa D’Amato, Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini e Eleonora Evi a margine della manifestazione contro l’accordo Stato-Autostrade, che si terrà oggi davanti alla Prefettura di Genova e a cui aderiranno.
“Per anni, – hanno poi continuano gli eurodeputati – Atlantia ha incassato i soldi dallo Stato e, invece di destinarli alle manutenzioni, li ha usati per fare profitto, anche con la scusa di coprire i costi di acquisizione di Aspi. In questo modo, i suoi azionisti hanno potuto brindare incassando dividendi da favola, mentre il resto del Paese rischiava la vita su strade e ponti non sicuri. Proprio in questi giorni, la vicepresidente della Commissione europea Vestager ha risposto a una interrogazione parlamentare dicendo che ‘i costi sostenuti da Atlantia per l’acquisizione di Aspi non possono essere considerati costi di esercizio’, e pertanto non sono state rispettate le regole Ue. Ci chiediamo come tutto questo sia stato possibile senza che nessuno fiatasse, a Bruxelles come a Roma.
Anche per questa ragione, non possiamo accettare un nuovo e odioso regalo alla multinazionale della famiglia Benetton”, hanno infine concluso.
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