Ecco il mio intervento al Parlamento europeo
Ho letto con interesse il programma di lavoro della Presidenza bulgara, e vedo che, al contrario di quanto visto in passato con altre Presidenza, il tema della politica di coesione è presente già sin dalla prime pagine. Prendo atto anche dell’annuncio di un’importante conferenza sul futuro della politica di coesione l’8 giugno, se non erro.
Come sappiamo, a maggio e giugno arriveranno le proposte del Quadro Finanziario Pluriennale e ci auguriamo anche il nuovo regolamento della politica di coesione. Probabilmente, dunque, questi due dossier saranno trattati dalla prossima Presidenza. Ma questa presidenza, Ministro, sarà invece fondamentale per le due proposte contenuto nel pacchetto su Unione Monetaria presentato il 6 diembre, e riguardanti il programma di riforme strutturali e il possibile ‘early release’ della riserva di attuazione.
Io mi auguro davvero che la Presidenza, durante le negoziazioni, non si appiattisca semplicemente sulle proposte davvero molto pericolose della Commissione Europea ma possa contribuire alla difesa della politica di coesione collaborando proficuamente con il Parlamento e con questa commissione parlamentare, in particolare.
Tra le priorità, vedo che nel sito della Presidenza si cita l’auspico di un’ Europa, stabile, sicura, solidale. Ecco io insisto particolarmente su questo aspetto, nella misura in cui sappiamo che parte dei Fondi Strutturali e di Investimento è stato utilizzato, e lo sarà, anche per l’emergenza migrazione.
Ministro, In Bulgaria ci sono delle regioni cosiddette ‘in ritardo di sviluppo’ , proprio come nel Sud Italia.
Sappiamo tutti che in particolare in Italia e Grecia, alcune regioni sono sottoposte a notevoli pressioni migratorie e che il contributo dei Fondi Strutturali e di Investimento a questa sfida potrà essere efficace solo se accompagnato dall’applicazione concreta dei principi di solidarietà e dell’equa redistribuzione dei migranti. Visto che spesso il principio del fair burden sharing viene ostracizzato in sede di Consiglio, vorrei attirare l’attenzione del Ministro su questa particolare problematica, augurandomi che nella negoziazione delle future proposte regolamentari-in tema di coesione e non solo- si tenga adeguatamente conto di questo principio e dell’applicazione concreta del principio di solidarietà, che non possono essere derubricati a mere dichiarazioni di intenti ma che devono essere tradotti in atti concreti in quanto funzionali alla tenuta dell’Europa cosi come concepita dai nostri Padri Fondatori di unità nella diversità e, aggiungerei, anche nelle avversità.
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Migranti, la solidarietà è un dovere non un’opzione
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