Commissione Regioni (REGI), Comunicati Stampa
M5s in Grecia per dire basta all’Austerity
Con la delegazione della commissione Sviluppo regionale (REGI) del Parlamento europeo, di cui sono coordinatrice, ho visitato il 19 e 20 settembre Salonicco e Atene per vedere da vicino i risultati e lo stato di avanzamento dei progetti finanziati dai fondi Ue su infrastrutture, riqualificazione urbana, scuole e teatri.\r\n\r\nSiamo stati colpiti dall’alto tasso di assorbimento dei fondi strutturali 2007-2013 da parte della Grecia (quasi il 100%), anche se abbiamo rilevato con preoccupazione lo scarso coinvolgimento della società civile e delle municipalità nella programmazione dei progetti.\r\n\r\nIl momento più importante della visita si è tenuto nella sede del SRSS, il Servizio di assistenza alle riforme strutturali, creato dalla Commissione europea nel luglio 2015 e coordinato dal vicepresidente Ue Dombrovskis.\r\n\r\nLa Grecia, dal maggio 2010,è stato sottoposta a ben tre ‘Memorandum of Understanding’, accordi sottoscritti tra i diversi governi, la Troika e i creditori per ripagare il debito greco. In questi anni, la disoccupazione giovanile è schizzata dal 30 al 55%, un milione di greci ha perso il posto di lavoro, c’è stato un aumento del 270% dei casi di depressione e oltre 2 milioni e mezzo di greci hanno perso l’assicurazione sanitaria. In tutto cio’, il debito pubblico non solo non si è ridotto, ma è addirittura cresciuto sino a 323 miliardi di euro.\r\n\r\nUnici tra tutte le forze politiche presenti, abbiamo chiesto a Van Driessche, coordinatore per la Grecia del SRSS: “Il terzo ‘piano di salvataggio’, che prevede un prestito di 86 miliardi di euro, è condizionato a un obbligo di avanzo primario del 3,5%. Visto che il suo servizio ha un’unità dedicata alle analisi delle riforme sui settori dell’istruzione, della sanità e del mercato del lavoro, può dirci qualcosa sulle conseguenze in questi settori delle riforme?”\r\n\r\nLa risposta è stata disarmante “Noi siamo solo un braccio operativo, dovete chiedere alle istituzioni che hanno firmato il memorandum”.\r\n\r\nIl problema, come sappiamo dai lavori della commissione REGI, è che sappiamo benissimo, purtroppo, cosa hanno pensato ‘le istituzioni’.\r\n\r\nAlla commissione REGI, infatti, è in questi in giorni in discussione una proposta della Commissione (http://eur-lex.europa.eu/
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