Comunicati Stampa
Il dissesto idrogeologico sia una priorità’ della prossima politica di coesione
E’ quello che ho chiesto nel mio intervento sulla Protezione civile europea:
Grazie Presidente. Come hanno tragicamente dimostrato i fatti del 2016 e del 2017, che hanno provocato centinaia di vittime tra eventi sismici, alluvioni, frane, eventi metereologici estremi, sussiste effettivamente la necessità di rivedere strumenti e dotazioni finanziarie dell’Unione che possano permettere di affrontare con maggiore efficacia questi fenomeni.
Condivido la posizione assunta dal rapporteur, laddove propone una maggiore sinergia tra il meccanismo unionale di protezione civile e i Fondi Strutturali. Aggiungerei anche la sinergia con il Fondo di Solidarietà, la cui normativa come ho più volte avuto modo di dire, andrebbe rivista sia in termini di allocazione finanziaria complessiva, sia in termini di velocita di erogazione (e dunque a livello procedurale), che in termini di importo dell’anticipo (attualmente fermo al massimale di 30 milioni di euro).
Accolgo dunque con favore la proposta di aumentare la dotazione finanziaria di circa 280 milioni di euro per il periodo 2018-2020 al fine di
a) rafforzare l’efficacia degli interventi di prevenzione nell’ambito del ciclo di gestione del rischio di catastrofi e potenziare i legami con le altre principali politiche dell’UE in materia di prevenzione e risposta alle catastrofi;
b) rafforzare la capacità collettiva dell’Unione e degli Stati membri di rispondere alle catastrofi e colmare le lacune ricorrenti ed emergenti in termini di mezzi, in particolare istituendo una riserva specifica di mezzi di risposta a livello UE, denominata “rescEU”.
Naturalmente, mi preme sottolineare come il meccanismo rivisto debba essere attuato in concertazione e stretta cooperazione con le autorità regionali e locali, che sono quelle che conoscono meglio di tutte la topografia e le necessità immediate della cittadinanza in caso di disastri naturali, e che dunque dovrebbero immediatamente essere coinvolte dal livello UE non appena venga attivato il meccanismo europeo.
Per finire, una riflessione generale. Mi auguro che nel framework della prossima politica di coesione, la tematica del dissesto idrogeologico, e più in generale della cosiddetta resilienza a disastri naturali di vario tipo, venga adeguatamente trattata ed inserita come una delle priorità strategiche della prossima programmazione, anche perché del tutto imprescindibile a rafforzare la coesione economica sociale e territoriale in tantissime aree continentali già toccate da disastri, o altamente a rischio, in quasi tutti i Paesi Membri.
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