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Glifosato, l’accusa di uno scienziato: “l’ue ignorato evidenze su rischio cancro”
La notizia è stata data dal quotidiano francese Le Monde. In Italia, nessuno se n’è occupato. Eppure stiamo parlando della sostanza più utilizzata come diserbante in agricoltura e nei giardini pubblici del nostro Paese e del resto d’Europa: il glifosato, che viene commercializzato come Round Up. Come avevamo denunciato nei mesi scorsi, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva bollato il glifosato come “probabilmente cancerogeno”. L’Ue, invece, attraverso la agenzie EFSA (la stessa balzata agli onori della cronaca per il caso xylella) ed ECHA, aveva ribaldato questi studi affidandosi a delle ricerche fornite dalle stesse industrie. Una vergogna. Ma non solo: quando gli abbiamo chiesto di pubblicare queste ricerche, l’Ue ha alzato muri, limitando l’accesso agli studi per mere ragioni di segreto industriale. Ebbene, Christopher Portier, tossicologo americano di fama mondiale, è riuscito a superare queste restrizioni e ha scoperto che tali ricerche, da cui dipende la salute di 500 milioni di cittadini, hanno gravemente sottostimato solide evidenze scientifiche che mettono in luce il rischio di cancerogeneità di tale sostanza.
Si tratta di una denuncia attendibile a cui Bruxelles non puo’ non rispondere. Chiediamo che sia fatta chiarezza immediatamente. Tanto più dopo che il 16 maggio scorso la Commissione ha annunciato di voler riautorizzare il commercio del glifosato per altri 10 anni. Ancora una volta ribadiamo #StopGlyphosate
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