Questo mi solleva, poiché conferma la necessità di accettare il fenomeno euroscettico come un dato di fatto della realtà in cui viviamo, un esempio su tutti è ovviamente ciò che sta accadendo con Brexit oggi, che mette in questione la stessa esistenza di un progetto europeo.
Dubito fortemente che il fenomeno euroscettico possa essere dibattuto in questo modo, però.
Per farmi capire meglio, faccio un esempio vicino alla mia esperienza politica: spesso annoverati tra i più euroentusiasti cittadini europei, anche gli italiani negli ultimi anni si sono progressivamente allontanati e hanno iniziato a guardare all’Europa con un disincanto che sta crescendo. Questo è avvenuto per diversi motivi, economici, identitari e politici.
Quello che c’è in gioco oggi è la capacità stessa di risposta delle istituzioni pubbliche alle legittime domande che i cittadini rivolgono alle autorità politiche e alle stesse istituzioni.
Per questa ragione nel report abbiamo chiesto alla Commissione e agli stati membri di rafforzare il legame tra le priorità del programma in questione e tutte quelle politiche, prima di tutto sociali e occupazionali, legate ai bisogni quotidiani dei cittadini europei.
L’Europa è stata a lungo considerata una sorta di ancora di salvezza, ma adesso non sembra più così e gli scenari futuri sono intrisi di forte pessimismo.
Per questo i nostri cittadini ci chiedono una risposta credibile e soprattutto rapida.
Comunicati Stampa, Europa
Euroscetticismo, non servono dibattiti ma azioni concrete a favore cittadini
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