Comunicati Stampa
Debriefing: cosa si è discusso e votato in plenaria dall’8 al 12 marzo
Continua l’appuntamento di divulgazione sull’oggetto dei lavori in plenaria. Penso sia utile a comprendere il dibattito in UE, ma anche le mie posizioni e quelle dei parlamentari greens sui temi all’ordine del giorno.
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
La plenaria è stata aperta con una celebrazione della Giornata internazionale della donna (IWD). Il gruppo Verde/Alleanza libera europea ha chiesto alla Commissione europea di presentare una nuova direttiva per combattere la violenza di genere. Alla luce del crescente numero di casi in tutta l’UE di violenza fisica, psicologica e sessuale basata sul genere dall’inizio della pandemia di COVID-19, i Verdi/ALE hanno lanciato una campagna pubblica e una petizione per esortare la Commissione ad adottare misure legislative per porre fine a questa forma di violenza sistemica.
Time for a European directive on gender-based violence! (tilt.green)
MECCANISMO DI ADEGUAMENTO DELLE FRONTIERE AL CARBONIO DELL’UE
Il Parlamento europeo ha votato a favore di un nuovo meccanismo di adeguamento delle frontiere in termini di carbonio. Nel 2019 i Verdi/ALE si erano espressi a favore di un adeguamento delle frontiere in materia di carbonio per estendere la copertura della nostra politica climatica alle emissioni importate e coprire l’impronta di carbonio globale dell’UE. Sebbene il sostegno a questo meccanismo rimanga indiscutibile per i Verdi/ALE, il gruppo si è astenuto dal voto finale in quanto gli emendamenti dell’ultimo minuto alla relazione vedranno gli inquinatori continuare a ricevere il libero passaggio.
Per il gruppo Verde/Alleanza libera europea, l’introduzione di un meccanismo equo di adeguamento delle frontiere al carbonio dovrebbe non solo onorare i nostri impegni in materia di clima, ma anche contribuire a ricostruire una base industriale europea sicura e innovativa che generi nuovi posti di lavoro. Le entrate derivanti da questo meccanismo dovrebbero essere utilizzate nei paesi in via di sviluppo e sostenere il bilancio europeo, in particolare per il finanziamento della transizione verde dell’Unione europea.
Yannick Jadot, eurodeputato dei Verdi/ALE e relatore per il Parlamento europeo sul meccanismo di adeguamento delle frontiere in materia di carbonio, commenta:
“La destra e l’estrema destra hanno silurato, con una maggioranza risicata di 15 voti, la dinamica che consentirebbe la reindustrializzazione dell’Europa e la creazione di posti di lavoro qualificati di domani. Questi deputati stanno ostacolando la lotta contro il cambiamento climatico e indebolendo la nostra industria, che rischia di non essere in grado di cogliere l’opportunità rappresentata dalla conversione a un’economia decarbonizzata. La battaglia è appena iniziata, con la Commissione europea che ha presentato la sua proposta legislativa a giugno. Il gruppo Verde/Alleanza libera europea prenderà parte alle discussioni con determinazione e ambizione.
TEsto adottato: Texts adopted – A WTO-compatible EU carbon border adjustment mechanism – Wednesday, 10 March 2021 (europa.eu)
REGOLAMENTO SUL CONTROLLO DELLA PESCA
Il testo del Regolamento #controlli dell’Ue approvato oggi dal Parlamento fa alcuni passi avanti, ma presenta anche delle scappatoie che potrebbero potenzialmente andare a beneficio dei grandi pescherecci o di pescherecci disonesti, finendo per penalizzare i piccoli #pescatori.
Ecco perché la delegazione italiana nei Greens/EFA ha deciso di astenersi, nonostante alcuni aspetti positivi, tra cui quelli che ho introdotto con i miei emendamenti.
Mi riferisco, per esempio, alle norme più stringenti sulla pesca ricreativa e in materia di #tracciabilità, che valgono anche per il pescato importato da Paesi terzi.
O alla possibilità di elevare dazi all’import dagli Stati extra-Ue che non si impegnano contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. O ancora alle norme volte ad aumentare trasparenza e uniformità dei controlli nei Paesi Ue, visto che a oggi l’80% di questi avviene solo in due Stati membri, ossia Italia e Spagna.
Bene poi il fatto che l’installazione delle telecamere a bordo sia finanziata interamente dal Feampa e sia limitata alle imbarcazioni che hanno commesso infrazioni gravi e ad una percentuale minima di pescherecci sopra ai 12 metri a grave rischio di non conformità.
Se le novità finissero qui, sarei felice per aver contribuito a un testo che tutela i pescatori, soprattutto quelli piccoli e onesti, dalla concorrenza sleale e da oneri burocratici eccessivi.
Purtoppo, in plenaria, sono passate delle deroghe, tra cui l’aumento del margine di tolleranza relativo al peso di alcune specie stimato a bordo dai pescatori. In questo modo, il Regolamento apre la porta al rischio che si perda traccia di grandi quantità di pescato, causando grossi danni all’ambiente e favorendo la competitività della grande flotta, a danno dei piccoli pescatori.
Intervento: https://fb.watch/4gtjgStkzz/
DICHIARAZIONE DELL’UE COME ZONA DI LIBERTÀ LGBTI
Sulla scia dell’introduzione di leggi discriminatorie contro la comunità LGBTIQ in Polonia e Ungheria e degli sviluppi preoccupanti in altri paesi, è stata adottata la risoluzione sulla dichiarazione dell’UE come zona di libertà LGBTIQ. Tutti dovrebbero godere della stessa libertà di vivere e mostrare pubblicamente il proprio orientamento sessuale, l’identità di genere, l’espressione di genere e le caratteristiche sessuali senza timore di discriminazioni o persecuzioni. I diritti LGBTIQ sono diritti umani. La parità di trattamento e la non discriminazione sono diritti sanciti dai Trattati dell’Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali.
“Dobbiamo fare dell’Unione Europea una Zona di Libertà LGBTIQ. In tutti i gruppi politici, stiamo inviando un segnale forte contro l’odio e l’agitazione e aprendo la porta a iniziative a livello dell’UE in materia di libertà, uguaglianza e diversità”.
DICHIARAZIONE DELLA COMMISSIONE – IL MECCANISMO DI CONDIZIONALITÀ DELLO STATO DI DIRITTO
Giovedì la Commissione europea ha rilasciato una dichiarazione sull’applicazione del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto. Il gruppo Verde/Alleanza libera europea sottolinea che questo strumento era atteso da tempo e la sua rigorosa applicazione è un passo verso la difesa dello Stato di diritto, della sana gestione finanziaria del bilancio dell’Unione e, in ultima analisi, del denaro dei contribuenti. È necessaria un’azione urgente per rafforzare lo Stato di diritto in Europa e porre fine all’uso improprio dei fondi comunitari da parte di oligarchi e politici corrotti.
DICHIARAZIONE DELLA commissione – Principio di partenariato nella redazione dei piano Recovery and Resilience Fund
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Persino un falco del rigore come il vicepresidente della Commissione europea, Valdis #Dombrovskis, lo ha ribadito: “? ????? ????????? ?? ??????? ?????? ??????????? ?? ?????????̀ ?????????”.Così ha detto rispondendo anche alle mie domande durante un dibattito al Parlamento europeo. Parole a cui il neo premier Mario #Draghi dovrebbe dar seguito. Finora, purtroppo, è avvenuto il contrario: i territori non sono stati né coinvolti né consultati sul #RecoveryFund (mentre come consulenti il premier si è scelto quelli della società di consulenza americana #McKinsey).
E questo in barba al fatto che il regolamento europeo preveda una relazione sul processo di consultazione dei Comuni, delle regioni, della società civile, delle organizzazioni giovanili. Il rischio è che i territori politicamente ed economicamente più deboli, quelli del Mezzogiorno, vengano messi ai margini del Recovery plan. Quando questi fondi Ue negoziati dall’Italia a Bruxelles, come ho ricordato più volte, sono legati in gran parte alla grave situazione economica e sociale in cui versa il Sud Italia. Daro’ battaglia in tutte le sedi contro eventuali (e purtroppo sempre più probabili) scippi al Mezzogiorno
Intervento :https://fb.watch/4gthkxI5B-/
COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA NEL SETTORE FISCALE
Il 15 luglio 2020 la Commissione ha pubblicato il pacchetto fiscale, che contiene una proposta legislativa per modificare la direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC7). La proposta del DAC7 mira ad estendere le norme dell’UE in materia di trasparenza fiscale alle piattaforme digitali, assicurando che coloro che fanno soldi attraverso la vendita di beni o servizi sulle piattaforme paghino anche la loro giusta quota di tasse. Inoltre, il DAC7 rafforza notevolmente lo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali e la loro collaborazione nell’UE. Ciò è essenziale per garantire che tutti paghino la loro giusta quota e che le amministrazioni fiscali siano adeguatamente attrezzate per frenare l’elusione e l’evasione fiscale transfrontaliera.
Il Parlamento sta ora fornendo una relazione forte che, se presa in considerazione dalla Commissione e dal Consiglio, rafforzerebbe ulteriormente l’attuale insieme di norme. Il gruppo Verde/Alleanza libera europea deplora che il Consiglio apparentemente non prenderà in considerazione le opinioni del Parlamento europeo e ricorda che le questioni fiscali non dovrebbero essere governate all’unanimità.
CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA
I presidenti della Commissione europea, del Consiglio e del Parlamento hanno firmato una dichiarazione congiunta che dà il via al processo della Conferenza sul futuro dell’Europa. La conferenza, che dovrebbe iniziare a maggio, sarà la prima occasione per una riforma globale dell’UE in oltre un decennio. La Conferenza includerà le assemblee dei cittadini selezionate a caso come componente chiave e svilupperà proposte concrete su come rendere l’UE più democratica, efficace e avvicinarla ai cittadini entro la primavera del 2022.
“Non è un segreto che l’UE ha bisogno di riforme fondamentali. Le crisi dell’ultimo decennio hanno dimostrato che l’Unione europea è necessaria, ma ha bisogno di cambiamenti. Questa Conferenza deve avvicinare l’Europa ai suoi cittadini. Abbiamo bisogno di una maggiore partecipazione democratica e di una maggiore supervisione nell’Unione europea. Troppe decisioni importanti sono state trattenute a causa di prospettive nazionali ristrette in seno al Consiglio.
REVOCA DELL’IMMUNITÀ DI TRE EURODEPUTATI CATALANI
Il gruppo EFA al Parlamento europeo ha risposto all’esito di una votazione al Parlamento europeo per revocare l’immunità parlamentare di tre eurodeputati catalani coinvolti nel movimento di autodeterminazione della Catalogna.
Jordi Solé, presidente del gruppo EFA al Parlamento europeo Jordi Solé, ha dichiarato:
“I disaccordi politici richiedono soluzioni politiche e il Parlamento europeo oggi ha perso un’occasione per contribuire a risolvere il conflitto politico tra Catalogna e Spagna attraverso il dialogo. Tuttavia, vi è ovviamente un significativo sostegno politico in questo Parlamento e altrove per una soluzione politica e continueremo a lavorare in questa direzione.
Ska Keller Eurodeputata,presidente del gruppo Verde/ALE al Parlamento europeo, commenta:
“Il Gruppo ritiene in questo caso che la competenza della Corte suprema spagnola sia ancora contestata e non sia stata sufficientemente chiarita durante la valutazione effettuata dal comitato JURI. Senza ulteriori chiarezza su questo elemento chiave della richiesta, il Gruppo ritiene che la rinuncia debba essere respinta.
- Comunicato stampa – Reazione dell’ALE
- Comunicato stampa – Verdi/ALE respinge la revoca dell’immunità
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