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Corte di Giustizia Europea e Corte Europea per i Diritti dell’Uomo
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\r\n\r\nPer districarsi nella jungla europea 2: La Corte di Giustizia Europea e la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo\r\n\r\nMolto spesso le due realtà vengono confuse, nonostante la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo non sia un’istituzione europea e abbia un ruolo profondamente diverso dalla Corte di Giustizia Europea.\r\n\r\nLa Corte europea dei Diritti dell’Uomo è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo. La Corte si compone di un numero di giudici pari a quello degli Stati membri del Consiglio d’Europa che hanno ratificato la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (a oggi sono 47) .\r\n\r\nI giudici siedono nella Corte a titolo individuale e non rappresentano nessuno Stato. Nell’esame dei ricorsi, la Corte è assistita da una cancelleria formata essenzialmente da giuristi provenienti da tutti i Paesi membri (chiamati anche “referendari”). Questi ultimi dovrebbero essere completamente indipendenti rispetto al loro Paese di provenienza (e di ‘nomina’) e non dovrebbero rappresentare né i ricorrenti né gli Stati.\r\n\r\nPer approfondire competenze e possibilità di ricorso presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, questa ha reso disponibile una guida online, reperibile anche in italiano: http://www.echr.coe.int/Documents/Questions_Answers_ITA.pdf\r\n\r\nLa Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) http://curia.europa.eu/, ha sede in Lussemburgo ed è invece una delle Istituzioni europee. E’ stata ideata congiuntamente alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1952, con un ruolo autonomo e imparziale rispetto agli stati membri. E’ articolata in una Corte di Giustizia, composta da un giudice per ogni stato membro (28) più nove avvocati generali; in un Tribunale, di cui anche in questo caso fa parte un giudice per ogni Paese dell’UE e in un Tribunale della funzione pubblica, composto da sette giudici.\r\n\r\nLa Corte interpreta il diritto dell’UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in un tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell’UE. La CGUE si pronuncia sui casi a essa sottoposti, generalmente ricadenti in queste fattispecie:\r\n\r\n- pronunce pregiudiziali: i tribunali nazionali degli Stati membri devono assicurare la corretta applicazione del diritto dell’UE, ma i tribunali di paesi diversi potrebbero darne un’interpretazione differente. Se un giudice nazionale è in dubbio sull’interpretazione o sulla validità di una normativa dell’UE, può chiedere chiarimenti alla Corte. Lo stesso meccanismo può essere utilizzato per stabilire se una normativa o prassi nazionale sia compatibile con il diritto dell’UE;\r\n\r\n- procedure d’infrazione: questo tipo di misure è adottato nei confronti di un governo nazionale che non rispetti il diritto dell’UE. Possono essere avviate dalla Commissione Europea o da un altro paese dell’UE.\r\n\r\n- ricorsi per annullamento: se ritengono che un atto dell’UE violi i trattati o i diritti fondamentali, il governo di uno Stato membro, il Consiglio dell’Unione Europea, la Commissione europea o, (in taluni casi) il Parlamento Europeo, possono chiedere alla Corte di annullarlo. Anche i privati cittadini possono chiedere alla Corte di annullare un atto dell’UE che li riguardi direttamente;\r\n\r\n- ricorsi per omissione: in talune circostanze, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione devono prendere determinate decisioni. Se vengono meno a quest’obbligo, i governi dell’UE, altre istituzioni dell’UE e, a certe condizioni, anche i privati cittadini o le imprese possono rivolgersi alla Corte;\r\n\r\n- azioni di risarcimento del danno: qualsiasi cittadino o impresa i cui interessi siano stati lesi da un’azione o omissione dell’UE o del suo personale può citarli davanti alla Corte.\r\n\r\nIl ruolo della CGUE è importante per i cittadini europei perché anche i privati o un’impresa che hanno subito un danno a seguito di un’azione o di un’omissione da parte di un’istituzione dell’UE o del suo personale, possono citarli davanti alla Corte in uno di questi modi:\r\n
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- indirettamente, attraverso i tribunali nazionali (che possono decidere di deferire il caso alla Corte di Giustizia)
- direttamente dinanzi al Tribunale (della CGUE), se si tratta di una decisione da parte di un’istituzione dell’UE che li riguardi direttamente e individualmente.
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\r\nIn sostanza, quindi, se un cittadino ritiene che le autorità di un qualsiasi paese abbiano violato il diritto dell’UE, può seguire la procedura ufficiale per i reclami\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n
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