Comunicati Stampa
TRI sarà la nostra sfida per cambiare davvero
Tradotto per L’Espresso da Angelo Consoli, nel numero di questa settimana un illuminante articolo di Jeremy Rifkin secondo il quale siamo tutti chiamati a leggere l’evoluzione del tempo che viviamo e a guardare oltre. Osare cominciando a pensare il DOMANI. Sostiene Rifkin che l’inerzia della della seconda rivoluzione industriale si vada rapidamente esaurendo.
L’economia delle telecomunicazioni – scrive – e dell’energia centralizzate, quindi motore a scoppio – sta morendo. È necessario costruire e estendere una nuova infrastruttura intelligente di Terza Rivoluzione Industriale (TRI) ad alto tasso di integrazione digitale, che dovrà comprendere anche una rete Internet 5G, un’internet dell’energia rinnovabile digitalizzata, un’internet della mobilità automatizzata basata su veicoli elettrici e a idrogeno, circolanti in tessuti urbani intelligenti collegati interattivamente nell’internet delle cose (ldC). Il Paese può uscire dalla crisi più forte. E diventare un modello
(Fonte: L’Espresso – 15 aprile 2018)
A cascata, seguono analisi e proposte che Rifkin snocciola in due pagine e per le quali dà evidentemente appuntamento per nuovi e interessanti approfondimenti.
TRI è la visione di un’economia che non nasconde il passato ma sa guardare agli avvenimenti di oggi con fredda e costruttiva lucidità.
TRI.0 è lo studio analitico di una possibilità che siamo chiamati a darci per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli. E’ il momento di ripensare il processo economico, prendendo atto della fine di un ciclo che sta lasciando sparsi i detriti di un capitalismo spinto senza alcuna pietà per le risorse naturali e per le periferie sociali.
TRI.0 è il nome di un’analisi, di una serie di proposte fattibili, di come e perché si possa costruire un nuovo modello di sviluppo. Per Taranto, per il Meridione d’Italia, per qualsiasi area socioeconomica depressa per essere stata schiacciata e asservita ad interessi lontani.
Invitiamo a leggere questo articolo di Rifkin su l’Espresso.
Noi intanto concludiamo il nostro lavoro. Lo condivideremo con gli attori sociali, ne osserveremo insieme la fattibilità e naturalmente lo divulgheremo.
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