Note Informative
Gasdotto TAP: il Parere di Ferdinando Imposimato su conflitti d’interessi, corruzione e possibili frodi comunitarie in procedura
Di seguito il testo del parere di Fernando Imposimato, Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte di Cassazione sull’oggetto “TAP conflitti d’interessi, corruzione e possibili frodi comunitarie in procedura per la TAP”:
FERDINANDO IMPOSIMATO
Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte di Cassazione
Viale Bruno Buozzi n 32 ROMA
2 parere pro veritate su richiesta del signor Sindaco di Melendugno
TAP CONFLITTI D’INTERESSI , CORRUZIONE e POSSIBILI FRODI COMUNITARIE in procedura per la TAP.
Premessa: la ricostruzione dei fatti storici, oltre le risultanze del procedimento amministrativo davanti al TAR e al Consiglio di Stato, è basata fondamentalmente su una inchiesta documentale di due giornalisti dell’Espresso , Paolo Biondani e Leo Sisti, che, attraverso atti riservati della Commissione Europea , in due servizi del settimanale l’Espresso del 2 aprile 2017 e 26 aprile 2017 hanno esposto elementi di fatto sulle organizzazioni criminali – mafia calabrese e narcos sudamericani- e su episodi di riciclaggio di soggetti internazionali che sarebbero dietro al gasdotto TAP , transadriatic pipeline. Una galleria di cemento che, nell’ultimo tratto, parte in mare a 800 metri dalla riva del Salento, passa sotto la spiaggia e riaffiora a 700 metri dalla battigia , per proseguire nella parte finale a Melendugno , per la lunghezza di 8.2 chilometri fino a un nuovo terminale di ricezione, che si trova dopo altri 55 km a Mesagne , vicino Brindisi ( Espresso 2 aprile 2017) I due giornalisti sono risaliti ad una società madre che ha ideato il progetto e ottenuto i primi finanziamenti ; la Egl Produzione Italia, con 200000 euro di capitale controllata dalla Egl lussemburghese posseduta dal gruppo elvetico Axpo. Altri elementi sono stati acquisiti da internet altre fonti.
L’intero gasdotto , del costo preventivato di 45 miliardi di euro, ha la lunghezza di quasi 4000 chilometri di condotte per trasportare metano dall’Azerbaijan in Italia e nel resto dell’Europa. ( P Biondani e L Sisti Espresso 2 aprile 2017)
Una società fa da ponte tra il blocco dellìAzerbajian e la Turchia: la Socar Gaz Ticareti . Che significa commercio di gas ( espresso 26 aprile 2017 p 27). Gli azionisti della Socar gt sono due società Socar Turkeji energji, col 70%, e Arkgas Enrji. La casa madre Socar ha poi venduto- e questo è l’aspetto che avrà un peso rilevante sui conflitti di interessi – il 13% delle azioni alla banca di affari Goldman Sachs ( espresso Paolo Biondani 26 aprile 2017)
La decisione dell’ex Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso
La documentazione, ottenuta dai due giornalisti dell’Espresso grazie alla richiesta di atti della organizzazione Re common, ha provato che la Egl Italiana ottenne, nel 2004 e 2005, dalla Commissione Europea, due finanziamenti europei a fondo perduto , per oltre 3 milioni di euro, utilizzati per i progetti preliminari e gli studi di fattibilità del TAP ( Paolo Biondani e Leo Sisti Espresso 26 aprile 2017).
Tali finanziamenti vennero decisi dal Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, che era in evidente conflitto di interessi, per essere contemporaneamente presidente della Commissione Europea dal 22 November 2004 – 31 October 2014 e consulente di Goldman Sachs.
Il Precedente Presidente della Commissione Europea era stato dal 1999 al 22 Novembre 2004 Romano Prodi anche lui ex consulente della Goldman Sachs sia come Presidente IRI sia come Presidente della CE ( F Imposimato corruzione ad alta velocità Koinè p 154; 162, 163 )
Grande soddisfazione per la scelta del gasdotto T.A.P., veniva manifestata il 28 giugno 2013 dal Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Durão Barroso, secondo cui << ciò costituisce un successo condiviso per l’Europa ed una pietra miliare nel rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione Europea>>. Enrico Letta presidente del Consiglio dei Ministri dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, condivise lo stesso giudizio di Barroso, quando il Governo italiano, lo stesso 28 giugno 2013, disse si a TAP, definendo il gasdotto una infrastruttura strategica
La critica a Barroso dalla stampa portoghese
Vi è da discutere sull’incarico di Presidente della Goldman Sachs , assunto nel 2016 da Barroso, il quale, è bene ripeterlo, dopo essere stato consulente della stessa Goldman Sachs dal 2004 al 2014 ( diario noticias 9 e 10 luglio 2016 Lisbona e Espresso 2 e 26 aprile 2017), veniva nominato presidente non esecutivo e advisor del grande gruppo bancario internazionale Goldman Sachs, il quale possiede azioni del TAP per un valore nominale di 890 milioni di lire turche, su un capitale sociale di 6,8 miliardi.
Barroso fu attaccato duramente nel luglio 2016 dai giornali portoghesi con titoli del genere di “Vergonha e pena de Surao Barroso di Paolo Baldaia “ Altro durissimo articolo del Diario de noticias del 9 de Julio 2016, diceva <<O ex primeiro ministro ( barroso nda) desempenha mas de 23 cargos em entidades publicas ou privadas , incluido presidente nao executivo do Godman Sachs International. ( os 23 oficios apos a saida de Bruxelas), membro de Comitè diretor de Bilderberg….. O Goldman Sachs è o maior banco de investimento do mundo e ja fui accusado de ser responsavel per la crise das dividas soberanas na Europa. A mesma que foi o grande travao durante os anos em que Barroso presidie la Commissao>>(Diario de noticias del 9 de Julio 2016 ).
La banca internazionale Goldman Sachs è stata al centro di molte polemiche per l’assunzione di Manuel Barroso, presidente della commissione europea, che in questa veste ha firmato atti fondamentali per l’intero maxi-gasdotto, che è diviso in tre tratte (Tap –Tanap – Scp).
Infatti, l’incarico del politico portoghese violava indiscutibilmente le regole dei Trattati in materia di codice di condotta dei funzionari europei. Tale circostanza riporta a galla la questione dell’aperto conflitto di interessi nell’Unione Europea tra il Presidente Barroso e il consulente Barroso di Goldman Sachs. Già durante il suo noto incarico non era immune da critiche per la promulgazione della corporate agenda che paventava lo stretto legame con il mondo degli affari e delle banche. A distanza di soli diciotto mesi dal termine della Barroso II (secondo mandato in Commissione), lascia l’amaro in bocca il passaggio alla guida della Goldman Sachs.
L’UE e le sue istituzioni sono spesso nel mirino da parte del pressante monito di importanti ONG sul fenomeno della cosiddetta “porta girevole”, la quale ha scatenato forti polemiche in Europa, cioè incarichi politico-istituzionali a ruoli in aziende, fondazioni, enti d’affari, con tutte le sfumature che ciò comporta. In particolare, nelle tre istituzioni dell’Unione Europea e negli Stati membri non esiste un controllo efficace all’agevole passaggio, prima, durante e dopo mandato, dal settore pubblico a quello privato. Senza un processo di regolamentazione del lobbying, aggravato dalla mancanza di etica e di solida separazione tra i due settori, le decisioni adottate tendono facilmente a piegarsi al servizio di un interesse privato, anziché rispondere alla comunità dei cittadini europei.
Il Governo europeo di Bruxelles, ridestandosi da un lungo letargo, verificava se si fosse un conflitto di interessi e se avesse rispettato il requisito di tenere un comportamento integro e discreto dopo la fine dell’incarico.
Il ruolo di Barroso, alla presidenza della Goldman Sachs, veniva messo ancor più in discussione, poiché essendo tale banca nominata quale peggior lobbista dell’UE ( accusata di aver contribuito alla manipolazione dei conti pubblici in Grecia) si discuteva sul suo dovere di onestà ed integrità nelle funzioni, secondo quanto previsto dall’Art. 245 TFUE: “I membri della Commissione non possono, per la durata delle loro funzioni, esercitare alcun’altra attività professionale, rimunerata o meno (…). Essi assumono l’impegno solenne di rispettare, per la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi derivanti dalla loro carica, ed in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l’accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi”. Ed invece Barroso è stato consulente Goldman Sachs fin dal 2004 ( secondo i documenti UE di P Biondani e Leo Sisti), prendendo una decisione a favore della banca di cui era consulente prima di divenirne Presidente.
Successivamente veniva lanciata, da un gruppo di funzionari, una petizione aperta a tutti i cittadini europei affinché chiedessero forte misure cautelari esemplari contro Barroso, il cui comportamento disonorava l’Unione Europea, poiché Goldman Sachs era una delle banche più implicate nella crisi dei subprime che aveva causato la crisi finanziaria 2007/2008 e quella del debito greco e italiano.
Pertanto, la sua nomina passava le forche caudine di uno speciale comitato etico, incaricato di verificare che il suo contratto con la Goldman Sachs non comportava un conflitto d’interessi e che fosse stato compatibile con il codice di condotta per gli ex presidenti.
Barroso continuava a percepire da Bruxelles una somma mensile pari al 60% di quello che era stato il suo stipendio tra il 2004 ed il 2014; è stato trattato come un semplice lobbista.
Tutto ciò è stato accompagnato da rilevanti preoccupazioni in tal senso, poiché si è pensato che a rimetterci, attraverso il finanziamento del TAP, sono pure le piccole e medie imprese, tessuto economico di Paesi come l’Italia (la politica delle “porte girevoli” danneggerà inevitabilmente ed ulteriormente il progetto europeo e le istituzioni proprio nel momento peggiore).
L’assunzione di Barroso alla Goldman Sachs come presidente ha rivelato che nell’agenda politica europea esiste una porta girevole nella quale entravano le grandi compagnie e dalla quale uscivano politici che andavano a “lavorare” con lautissimi stipendi per le stesse compagnie che avrebbero dovuto controllare e sulle cui richieste di grandi opere avrebbero dovuto decidere. Le reazioni di incredulità su Barroso e Goldman Sachs rendevano la sua vicenda un simbolo di eccessiva influenza delle corporations ai massimi livelli dell’UE. Ma non era la prima volta. Altro Presidente della Commissione Europea era stato dal 1999 al 2004 Romano Prodi, consulente da oltre un ventennio della Goldman Sachs sin da quando era Presidente dell’IRI e poi come Presidente del Consiglio
Inoltre, l’attitudine di Barroso ad avere rapporti di affari con le grandi imprese non era un caso isolato nella Commissione UE.
Si ribadisce che la nomina di Barroso in Goldman Sachs era particolarmente scandalosa (Goldman Sachs ha avuto un ruolo centrale nel causare la crisi finanziaria del 2008, le cui scosse si fanno ancora sentire in tutta l’Unione Europea, con molti cittadini che soffrono l’austerità).
Il ministro francese agli affari europei, Harlem Désir, sin da subito aveva definito “scandalosa” la decisione di Barroso, sottolineando che “il presidente della Commissione Europea dovrebbe essere al di sopra delle pressioni degli interessi privati”.
Alla luce delle deduzioni su effettuate, ben si comprende come Manuel Barroso sia stato anche al centro di una politica di corruzione internazionale per quanto concerne lo stanziamento finanziario dei 3 milioni di euro a fondo perduto.
IL Ministro dell’ambiente Corrado Clini
Discorso simile potrebbe farsi per Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente del Governo Monti, che guidò il dicastero dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. Era stato molto attivo nella funzione di direttore generale e di Ministro, ma fu arrestato dal GIP di Ferrara per appropriazione di denaro pubblico conseguendo, secondo l’accusa, ingenti profitti; l’accusa era di aver intascato oltre un milione di euro e di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
Clini dirigeva l’ufficio che aveva rilasciato molte autorizzazioni per costruire l’AV, anche in luoghi protetti. Partecipava alla istruttoria per la T.A.P. in Salento, ritenuta strategica dopo un accordo del 2012, dal Governo Monti da cui fu nominato Ministro. La strategicità dell’opera veniva decisa nel 2012 durante la fase in cui Clini era Ministro dell’Ambiente e prima direttore Generale; era uno degli uomini più potenti del governo. Era stato direttore generale del ministero dal 1989 al 2011, la storia della sua carriera era parallela alle drammatiche vicende ambientali di questo Paese, ma difficilmente troverà qualcuno che ne parli male, racconta Fabrizio Fabbri, ex Greenpeace, che l’ha conosciuto quando era capo della segreteria dell’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio.
Clini era indagato per corruzione e riciclaggio ed ebbe un ruolo centrale nell’accordo Italia, Grecia ed Albania.
Per un’indagine della Guardia di Finanza fu arrestato il 26 maggio 2014 Corrado Clini. L’accusa è peculato: secondo la procura avrebbe sottratto in concorso con un imprenditore tre milioni di euro in un appalto sul risanamento delle acque in Iraq.
Corrado Clini è un vecchio socialista e sa, come gli ha insegnato il suo maestro Gianni De Michelis, che del politicamente corretto bisogna diffidare. «La Tav si deve fare, il Ponte di Messina sarebbe un’opera bellissima, il nucleare a certe condizioni mi va bene, gli Ogm sarebbero utili», ha chiosato appena nominato ministro dell’Ambiente. Distillando nei mesi successivi altre pillole che hanno fatto rabbrividire i verdi duri e puri. Le grandi navi? Continueranno a entrare nella Laguna di Venezia, non ci sono altre soluzioni praticabili. L’Ilva?<< I rischi da considerare sono quelli dei decenni passati. Il protocollo di Kyoto? Non è uno strumento adatto per combattere la CO2». Parole che in bocca ai suoi predecessori avrebbero scatenato un pandemonio, ma se enunciate da lui, il supertecnico voluto da Mario Monti, trovano adepti persino tra le associazioni green.
A tal riguardo, Clini collaborava con il Ministro Passera nella cosiddetta Strategia Energetica Nazionale, varata con un decreto ministeriale dagli stessi sottoscritto, il quale avrebbe fatto diventare l’Italia “hub del gas”.
Alla luce di ciò, possiamo concludere che queste figure prestigiose sono intervenute nel T.A.P. macchiando l’immagine dell’Italia, sottoponendosi a corruzione ed ogni forma “scandalosa” che potesse gravare sul nostro Paese.
L’indagine sul ruolo di Clini nell’accordo TAP ha avuto esito positivo .
Sole 24 ore giovedì 10 settembre 2015
<<Oggi – scriveva il Sole 24 ore -rimangono solo due dei tanti progetti per il corridoio sud che c’erano pochi anni fa. Ormai è sfumato il progetto Igi-Itgi-Poseidon che avrebbe traversato l’Adriatico fra la Grecia e Otranto. Nei Balcani resiste il Nabucco nella variante Ovest (l’austriaca Ömv con l’ungherese Mol, la Bulgargaz e altri) e attraverso l’Italia si rafforza il Tap-Tanap (la norvegese Statoil, la Bp e la compagnia statale azera Socar al 20% ciascuna, più quote minori a Total, Fluxys, Eon e Axpo). Insieme, questi due grandi progetti formeranno un anello attorno all’Adriatico, il sistema Interadriatic.Secondo i tratti, la tubazione del costo di 45-50 miliardi di dollari assume nomi e partner leggermente diversi, come il Tanap (Trans anatolian natural gas pipeline) nel percorso turco, Iap nei Paesi balcanici non ancora metanizzati (già firmati gli accordi) e infine il Tap (Trans Adriatic Pipeline), che è il tratto fra Grecia, Albania e Italia verso l’Europa continentale.All’origine c’è il giacimento di Shah Deniz, il cui gas oggi finisce nella rete monopolista Gazprom. La scelta del Governo di Baku è stata sofferta: la Gazprom offriva all’Azerbaijan prezzi appetitosi pur di convincere la Socar a non cercare alternative alla via russa.
Il metano attraverserà Georgia, Turchia, Grecia, un breve tratto d’Albania per immergersi in Adriatico sulla costa di Fier, non lontano da Valona, e riemergerà a San Foca, in comune di Melendugno, nel Salento. Da lì, dopo 8 chilometri, la tubazione si collegherà con la dorsale adriatica della Snam per entrare nella rete europea.
Il primo tratto, il Tanap, arriverà a 24-25 miliardi di metri cubi (più i 6 per i mercati locali), cioè più della produzione di Shah Deniz perché si conta già su apporti di giacimenti di altri Paesi vicini. L’ultimo tratto, il Tap, avrà la capacità di 10 miliardi di metri cubi l’anno raddoppiabile a 20 miliardi. Nel frattempo la domanda italiana negli ultimi cinque anni ha perso una quindicina di miliardi di metri cubi di metano all’anno e i concorrenti del consorzio Tap non sembrano gradire questa nuova offerta sul mercato, il quale già subisce la concorrenza dei rigassificatori di Rovigo e, ora, Livorno; un mercato dove non trovano spazio i rigassificatori Enel a Porto Empedocle e Sorgenia-Iride a Gioia Tauro. Ma l’Europa è assetata di metano e l’ennesima crisi ucraina del gas ha reso urgentissimo lo sviluppo del progetto. Non a caso importanti quote di metano azero sono già state prenotate dall’Enel, dalla Hera e dalla Suez Gaz de France. L’Italia che importa gas dall’Algeria e dalla Libia «con questa tubazione – osserva l’analista Carlo Capè della Bip – diventerà quel nodo europeo del gas della Strategia energetica nazionale tratteggiata un anno fa dagli allora ministri Corrado Passera e Corrado Clini».
La presunzione di innocenza
E Clini, indagato presunto non colpevole , per corruzione e riciclaggio, ebbe un ruolo nell’accordo Italia Grecia Albania.Corruzione, giudizio immediato per l’ex ministro Corrado Clini chiesto dalla Procura di Roma. Che contestò a Clini di aver ricevuto una mazzetta per oltre un milione di euro e ad altro una somma di denaro di 2 milioni e 30mila euro ( F. Q. | 14 novembre 2014 ) davanti la II sezione penale. L’ex Ministro fu arrestato il 26 maggio 2014 su ordine dell’autorità giudiziaria di ferrara ai domiciliari era finito anche un imprenditore di Ferrara, anche lui rinviato a giudizio. La Procura della Repubblica contesta a Clini di aver ricevuto una mazzetta per oltre un milione di euro e all’ltro una somma di denaro di 2 milioni e 30mila euro, il tutto derivato dalla percentuale lucrata su un finanziamento erogato dal ministero dell’Ambiente ad una società irachena per un progetto di bonifica ambientale.
Il processo richiesto dal pubblico ministero Alberto Galanti è stato disposto dal gup Massimo Battistini. econdo le conclusioni del magistrato l’erogazione delle somme sarebbe avvenuta tra l’ottobre del 2010 e il giugno del 2011 quando Clini era direttore generale del ministero dell’Ambiente del quale poi divenne ministro. Clini risultava indagato già dall’ottobre 2013 in qualità di direttore generale del ministero dell’Ambiente.
“Le accuse che mi sono rivolte – scrive Clini nella lettera 6 novembre 2014 – fanno riferimento in gran parte a obiettivi politico programmatici e a iniziative istituzionali, in particolare del Governo di cui ho fatto parte”; e “l’impressione” è “che l’indagine riguardi proprio il merito di quelle scelte politico programmatiche“.
In merito alla presunta tangente irachena, scrive Clini, “un’indagine difensiva dei miei avvocati ha dimostrato che i versamenti, tutti legittimi, sul mio conto erano rimborsi di missioni erogati dal Ministero”; inoltre, “il clamore che ha accompagnato” l’avvio dell’indagine “ha messo a rischio la sicurezza delle persone impegnate in Iraq con l’organizzazione non governativa ‘Nature Iraq’ e ha offerto un asset inatteso per gli estremisti sunniti”. L’ex responsabile dell’Ambiente ribadisce all’esecutivo che le accuse nei suoi confronti sono infondate e, con riferimento ad alcuni progetti di cooperazione finiti nel mirino dei pm come presunte coperture di illeciti, afferma che la loro bontà è attestata da autorità istituzionali (italiane e straniere) e da osservatori indipendenti. Pertanto, ribadisce Clini nella lettera, “credo che sarebbe opportuna una riflessione sull’origine e sulle motivazioni dell’indagine che mi riguarda”.
Riguardo le singole responsabilità di tutte le persone citate per gli episodi non più oggetto di indagine o di processi, anche a fronte di accuse di terzi e di chiamate in correità, riportate per esigenze narrative e di completezza dell’analisi svolta, vale quanto scritto nelle sentenze passate in giudicato e , in caso di mancanza di una sentenza, la presunzione di innocenza .
Possibili reati basati su conflitto di interessi
Non è da escludere l’ipotesi di contributi pubblici illecitamente percepiti dai privati , tra cui la Goldman Sachs , a danno dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti territoriali. Molti rapporti della Guardia di Finanza hanno riguardato una articolata attività fraudolenta in danno del bilancio comunitario. La sentenza n 57 del giugno 2014 della Corte dei Conti riguarda responsabilità amministrativa per sviamento di contributi pubblici in violazione di normative comunitarie e regionali, tramite condotte fraudolenti perpetrate da soggeti pubblici e pecettori privati. Le indagini furono svolte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che indagò su molteplici episodi di frodi comunitarie compiute su tutto il territorio nazionale nel campo delle cd Set Aside. Idonee a cagionare un danno erariale per circa 26 milioni di euro, concludendo per la richiesta di rinvio a giudizio di numerosi soggetti ( privati beneficiari di contributi pubblici e pubblici funzionari incaricati di gestire le relative pratiche istruttorie per conto dell’Agenzia per le erogazioni pubbliche in agricoltura AGEA), con riferimento a diverse ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggrava e conseguimento di erogazioni pubbliche fino alla falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali. Non puà escludersi che anche la operazione TAP, nella quale sono coinvolti.
La ricostruzione di Biondani e Sisti
La complessa operazione del TAP in Europa coinvolge non solo l’Unione Europea e la Commissione Europea, che svela il nome di una società madre , la Egl Produzione Italian, controllata dalla Egl lussemburghese,, a sua volta posseduta dalla elevetica Axpo. Questa, scrivono I due giornalisti, fa capo alla Svizzera tedesca. Una indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma avrebbe individuato la lavanderia di soldi sporchi. Secondo il procuratore aggiunto Michele Prestipino, si tratta di un caso esemplare di ricilaggio internazionale di denaro mafioso. ( Espresso 2 aprile 2017 P Biondani e L Sisti) A fare nascere il TAP sarebbe stata nel 2014 la Viva Transfer , come avrebbero confessato alcuni corrieri della ndragheta accusati di aver introdotto in Italia 500 kilogrammi di cocaina dal Sud America , oltre a 200 chili sequestrati a Gioia Tauro. A ricevere tutto quel denaro sarebbe stato un manager svizzero che si sarebbe impegnato a inviare in Brasile la ingente contropartita in euro da consegnare ai narcos sudamericani. ( Leo Sisti e P Biondano l’Espresso del 2 aprile 2017). L’accusa dei magistrati italiani è che il clan della ndrangheta usò la Viva transfer per pagare la cocaina in Brasile.
Nel 2009 la Commissione Europea, sempre guidata da Manuel Barroso, consulente di Goldman Sachs, accettava di cambiare il beneficiario del residuo finanziamento a fondo perduto,che venne dirottato dalla Egl Italia alla Asset spa, una filiale di Axpo con sede a Roma, nello stesso palazzo della delegazione italiana della Commissione Europea. La società bis ricevette i contributi dopo avere venduto il progetto di gasdotto per almeno 12 milioni all’attuale TAP. Questa è una società svizzera , controllata da multinazionali dell’energia come l’Italiana SNAM, l’inglese BP, la Belga Fluxys, la spagnola Enagas, l’azera Az-tap e da Axpo.( Leo Sisti e P Biondano l’Espresso del 2 aprile 2017) In seguito il gigante russo Lukoil sarebbe entrato col 10% nel consorzio guidato da BP e dalla società azera Socar per sfruttare il giacimento dell’azerbajan , Shah Deniz, 2, proprio quello del TAP. Da notare che una ulteriore indagine accertava che socia della Socar era la gldman Sachs ( P Biondani e L Sisti il gasdotto dei regimi l’espresso del 16 aprile 2017)
A completare il quadro erano documenti ottenuti dall’Espresso , che mostravano tra i clienti dello studio Mossack Fonseca, i cui tiolari sono stati arrestati a Panama, il personaggio più importante della TAP ag svizzera: il dirigente delle grandi aziende del gruppo Socar, il colosso petrolifero dell’Azerbajan, Zaur Garhamanov , nato in Azerbajan, consigliere d’amministrazione dei gasdotti TAP e Tanap (P Biondani e l Sisti L’espresso 16 aprile 2017 ). Garhamanov, come tutti i ladri di Stato che si rispettino, il 18 febbraio 2011, creò una società offshore delel British Virgin Island , chiama Geneva Commodities Internaional Ltd. La cassaforte venne resa inattiva il 12 settembre 2014, quando il Governo Renzi approvò la Valutazione di Impatto ambientale del TAP per il tratto del Salento. Era una sorpresa per tutti. L’approvazione andava in direzione contraria al parere negativo di altro Ministero del Governo Renzi, quello dei Beni Culturale.
IN tale situazione, i gravi conflitti di interesse che coinvolgono Manuel Barroso e politici italiani impongono, ad avviso di chi scrive, oltre a una inchiesta parlamentare, una indagine penale su una opera che si vuole realizzare contro la volontà della Regione Puglia, dei comuni del Salento e dei cittadini del Salento
Goldman Sachs
La Goldman Sachs era già presente in 1)operazione TAV ove era azionista del Treno ad Alta Velocità e aveva come consulente Romano Prodi che decideva la prosecuzione e i pagamenti dell’AV,. 2) speculazione edlizia di Roma Capitale , in una splendida località in un’ansa del Tevere, esendo garante dell’operazione ed avendo come consulenti persone legate al Governo Renzi nella Cassa Depositi e Prestiti . Oggi la stessa banca , assieme a politici corrotti e imprenditori russi, Italiani, Turchi , di altri Paesi europei e aziende di parenti de dittatore dell’Azebarjan , è presente 3) nella operazione TAP in Salento. Per dare una idea della natura speculativa della operazione TAP che non ha finalità pubbliche basta dare uno sguardo al curriculum di Goldman Sachs , che ha il potere di coinvolgere e condizionare molti uomini politici . Risulta provato, attraverso un patteggiamento concluso nell’aprile 2016 tra il Dipartimento della Giustizia US (Department of Justice), in rappresentanza di vari Stati degli US, e Goldman Sachs Group che la GS era responsabile di frodi in danno dei risparmiatori . Risulta che la stessa Goldman Sachs era stata costretta, nell’aprile 2016 dalla Giustizia USA, a pagare negli USA 5.1 billion di dollari, pari a 4.7 bilion euros. Ciò a seguito di patteggiamento ( settlement agreement) con il dipartimento della Giustizia degli US nell’aprile 2016 con gli attorneys general di California, Illinois, New York , Washington, per il commercio e la vendita fraudolenta di titoli garantiti da ipoteca ( residential mortgage backed securities by Goldman Sachs) provenienti da Goldman Sachs ( documento aprile 2016 ), i residential mortgage backed securities by Goldman Sachs .
IL patteggiamento tra United States Attorney e Goldman Sachs
Nel settlement si legge al capo A del documento aprile 2016
<< The United States Attorney’s office for the Eastern District of California conducted an investigation of the marketing , structuring, arrangement , underwriting, issuance and sale of residential mortgage-backed securities ( RMBS) by Goldman Sachs. Based on that investigation, the United Staes believes that there is an evidentiary basis to compromise potential legal claims by the United States against Goldman Sachs for violations of federal laws in connection with the marketing, structuring, arrangement , underwriting, issuance and sale of RMBS (residential mortgage-backed securities )
Le operazioni illecite commesse in diversi Stati americani dalla banca americana GS si potrebbero ripetere in Italia in danno di investitori italiani pubblici e privati a seguito di acquisti di titoli immobiliari emessi dalla Goldamn Sachs, come da documento reso pubblico su Internet dal Ministero della Giustiizia degli USA, proprio al fine di prevenire operazioni del genere.
In fede
Ferdinando Imposimato
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