Nei giorni scorsi è passato sotto traccia un servizio di Presa Diretta sul caso della Xylella in Puglia. Soprattutto, agli acuti osservatori e commentatori che in queste settimane stanno puntando il dito contro i presunti “nemici della scienza”, tra cui la sottoscritta, è sfuggito il parere di Donato Boscia, direttore dell’IPSP-CNR di Bari, sul futuro degli ulivi salentini.
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Boscia è uno dei principali esperi che ha collaborato alla stesura del famigerato Piano Silletti, quello degli abbattimenti selvaggi per intenderci. E che cosa dice Boscia fuori onda a proposito degli ulivi salentini? Semplice: l’olivicoltura del Salento è spacciata.
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Boscia dichiara candidamente al giornalista di Presa Diretta, pensando di non essere ripreso: “E’ andata (sottinteso l’olivicoltura, ndr) perché per un trend che abbiamo osservato lì, sette – otto anni e resteranno soltanto queste isole verdi di questo germoplasma che sembra resistente, tipo il leccino. A questo punto che facciamo? Aspettiamo altri 8 anni ad aspettare un miracolo che non arriverà? O vogliamo prendere il toro per le corna, sederci al tavolino e pensare a come ripensare e rilanciare l’agricoltura salentina”?
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Giornalista: “Cioè togliendo gli ulivi e mettendo un’altra cosa”?
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Boscia: “Mettendo che ne so…c’è la viticoltura che è immune a Xylella, ci sono tutta una serie di coltivazioni orticole che possono essere promosse…”
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Giornalista: “E gli alberi monumentali”?
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Boscia: “Si può anche lasciare come museo 50 alberi e si dice “questi sono i tronchi di quelli che erano gli alberi…” però …quando muore una pianta che cosa ci possiamo fare”?
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Io non ho parole. Voi?
Comunicati Stampa
XYLELLA, PER IL CNR DI BARI IN SALENTO GLI ULIVI SONO SPACCIATI: “LASCIAMONE 50 COME MUSEO”
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