Comunicati Stampa
Piano pluriennale per gli stock dei piccoli pelagici nel Mar Adriatico, ecco le mie proposte
La Commissione Ue ha presentato il suo Piano pluriennale che adesso il Parlamento europeo dovrà emendare. Io daro’ battaglia perché siano tutelati i pescatori, riducendo l’impatto ed evitando inutili vessazioni. Ecco i miei emendamenti:
- Al fine di consentire al settore di affrontare le misure di riduzione dello sforzo di pesca e della conseguente contrazione dei redditi per le imprese e per gli imbarcati, abbiamo proposto vie prioritarie di accesso ad adeguate misure di sostegno previste dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp)
- Il piano pluriennale dovrebbe riguardare esclusivamente la GSA 17 (Mar Adriatico Centro-Settentrionale), poiché la consultazione pubblica lanciata dalla DG Mare dal 22 maggio all’11 settembre 2015, ha riguardato solo questa sottozona. Inoltre le prime misure gestionali sono state prese solo per questa sottozona, pertanto i prossimi risultati si riferiscono solo ad essa e non anche alla GSA 18, che peraltro registra livelli medi di sbarchi molto limitati (pari a circa il 6% del totale degli sbarchi).
- abbiamo sottolineato che l’eliminazione totale dei rigetti in mare è operativamente impossibile, anche perché il de minimis è comunque una possibilità riconosciuta dal regolamento di base.
- La proposta di regolamento non contiene misure di gestione che stabiliscano modalità, tempi e aree in cui effettuare l’attività di cattura, con quantitativi massimi pescabili etc. Pertanto le misure gestionali suggerite consentono in prima battuta, sin dal 1 gennaio 2019, di porre in essere azioni operative per il recupero dei livelli di biomassa. Si prevede altresì dal 2020 la riduzione delle catture del 3% annuo rispetto alle catture 2014, a meno che gli effetti delle misure introdotte (chiusure spazio temporali ed altre) non riducano esse stesse le catture di oltre il 2% rispetto alle catture 2014.
- Per i pescherecci soggetti agli obblighi del presente piano di gestione, operanti su specie massive, si rende necessario consentire la chiusura del giornale di pesca prima dell’avvio delle operazioni di sbarco. Infatti l’invio prima dell’entrata in porto, così come prevede la norma generale, risulta assai difficoltoso e talora pericoloso, se si considera sia la delicatezza delle operazioni di rientro in banchina, sia la grande mole di prodotto da incassettare e selezionare.
- Misure socioeconomiche di accompagnamento
Bisogna offrire ai pescatori soggetti alle misure restrittive del piano pluriennale, la possibilità di avere un ristoro socioeconomico attraverso il FEAMP attraverso: a) una strada prioritaria per la diversificazione verso altre forme di reddito; b) concessione di ulteriori 90 giorni di fermo temporaneo per i pescherecci coinvolti dalle chiusure spaziotemporali previste; c) “riapertura” dei termini per l’arresto definitivo sino al 31 dicembre 2020 per i pescherecci coinvolti nel piano di gestione.
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