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Certificato verde, Delegazione italiana Greens/EFA vota contro: “Strumento pericoloso, ancora molte incertezze. Rischio di accentuare pandemia”
Il Parlamento europeo, nel corso dei lavori in sessione plenaria, si è appena espresso sulla proposta di legge della Commissione per il Certificato verde digitale, lo strumento – almeno sulla carta – volto a semplificare i viaggi all’interno dell’UE durante la pandemia. Tuttavia quest’ultimo appare pericoloso, dominato da molte incertezze e, paradossalmente, tale da poter accentuare il rischio pandemico”. Lo hanno dichiarato in una nota gli eurodeputati della delegazione italiana nei Verdi Greens/EFA, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi, Ignazio Corrao e Rosa D’amato, che hanno deciso di opporsi al voto in eurocamera per l’approvazione del certificato verde.
“In primo luogo perché proprio la procedura d’urgenza impedirebbe di poter effettuare una ponderata valutazione d’impatto, senza dunque avere la possibilità di effettuare un’analisi costi-benefici e senza nessuna consultazione del Comitato delle regioni o del Comitato economico e sociale – organi consultivi dell’Ue che sarebbe stato bene ascoltare vista l’importanza della discussione in atto”, hanno ricordato gli eurodeputati. “Questo strumento, che avrà un impatto notevole sulla vita sociale di tutti i cittadini dell’Unione nel caso dovesse essere approvato, porta inoltre con sé problematiche legate alla privacy”, hanno poi sottolineato. “Il testo proposto dal Parlamento presenta diverse migliorie, ma rimane aperta la questione dell’utilizzo che faranno gli Stati membri del certificato a livello nazionale, con il rischio che ne venga fatto un uso discriminatorio poiché nulla, allo stato attuale, impedisce ai singoli governi di utilizzare il certificato per limitare ai cittadini l’uso di determinati servizi. L’assenza poi di basi scientifiche consolidate su ognuno dei tre tipi di certificati – di vaccinazione, di guarigione, di test negativo – proposti, apre a nuovi interrogativi, con un’idea di fondo sbagliata per i possessori di questo certificato, come il pensare che vi possa essere l’assenza di rischi di contagio e la sicurezza degli spostamenti. Non vi sono prove scientifiche, al momento, a sostegno dell’idea che un la persona vaccinata, non è più contagiosa. Questo strumento, allo stato attuale, non solo non garantisce a chi viaggia che non contrarrà e non trasmetterà il Covid, ma ha anche l’effetto di creare discriminazioni”, hanno infine concluso.
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