Ecco il mio discorso in commissione REGI al Parlamento
Sui tassi di errori sottolineati dalla Corte dei Conti nel report annuale sul 2016: bene che ci sia stato una riduzione del tasso stimato di errore nei rimborsi dal 5,2% del 2015 al 4,8% del 2016, ma siamo ben al di sopra di una soglia accettabile (in questa caso, ben al di sopra della soglia del 2%, che è la soglia di rilevanza) . Ricordiamoci sempre che parliamo di percentuali basse ma su somme considerevoli, e che la coesione rimane il settore dove vi è il tasso più alto di errore a livello di capitoli budgetari. Si può e si deve fare meglio. Nella stessa relazione della Corte dei Conti, in effetti, la Commissione in una delle sue risposte sottolinea che i progetti che utilizzano le opzioni semplificate in materia di costi sono meno soggetti a errori rispetto al rimborso dei costi reali. Per questo motivo, negli ultimi anni la Commissione ne ha attivamente promosso l’utilizzazione nell’ambito della politica di coesione e dello sviluppo rurale e direi che possiamo ritenerci d’accordo con questa impostazione. In effetti, sembra dimostrato, in questa prima fase, che le opzioni semplificate in materia di costi, le autorità di gestione, gli organismi pagatori e i beneficiari possono ridurre gli oneri amministrativi e concentrarsi meglio sui risultati, in particolare quando tali opzioni si basano sul conseguimento delle realizzazioni o dei risultati dei progetti.
Come ogni anno, ci troviamo ancora a esprimere notevoli preoccupazioni in merito alla attuazione molto lenta dell’attuale programmazione. Siamo a gennaio 2018 ed è solo ‘grazie’ alla regola n+3 che non si sono registrati disimpegni di importanti somme in molti Stati Membri. Attenzione che molto probabilmente, nella programmazione post-2020, la regola n+2 sarà nuovamente ripristinato e che quindi gli Stati membri e le Regioni non potranno cullarsi sugli allori come purtroppo hanno fatto in questi anni, con l’approvazione di molti Programmi Operativi (parlo almeno nel mio Paese) tra settembre e dicembre 2015 e la tardiva nomina delle Autorità di Gestione. Sappiamo già cosa questo significa, visto che ne abbiamo visto già gli effetti piuttosto nefasti nella programmazione 2007-13: corsa alla spesa, progetti retrospettivi, riprogrammazioni. Naturalmente la tardiva adozione del regolamento nel dicembre 2013 ha giocato un ruolo fondamentale in questo accumularsi di ritardi. Come dice il vecchio detto, se errare è umano, perseverare sarebbe anche diabolico. Vediamo cosa succede nel 2018 e quando arriverà il nuovo regolamento
Per finire, su strumenti finanziari la Corte fa notare che al 31 dicembre 2015, era stato utilizzato soltanto il 75 % dei finanziamenti erogabili tramite gli strumenti finanziari del FESR e dell’FSE. La Corte sottolinea (lo aveva fatto anche lo scorso anno) che questo basso livello indica che numerosi Stati membri, persino con il periodo di ammissibilità prorogato, non saranno in grado di utilizzare appieno le dotazioni degli strumenti finanziari. Un tasso di esborso inferiore al 100 % non sfrutta appieno la potenzialità del carattere «rotativo»1 di detti strumenti, che sarebbe uno dei loro principali vantaggi rispetto alle sovvenzioni. La Commissione ha risposto che la situazione migliorerà in questo ciclo di programmazione con la maggiore esperienza delle autorità di gestione, ma per adesso direi che ci vorrebbe molta cautela, soprattutto nella eventuale proposta di un incremento dell’uso negli strumenti stessi nel post-2020.
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