Il tema dei pedaggi stradali è mai come oggi particolarmente delicato per le ripercussioni che ne derivano sia in materia ambientale che di sicurezza delle infrastrutture.
Abbiamo sostenuto nel testo i principi per cui “chi usa paga” e “chi inquina paga” in quanto è giusto che i costi sostenuti dagli utenti dipendano dall’effettivo utilizzo di una determinata tratta stradale e che vi siano condizioni uniformi nei diversi Paesi europei.
Allo stesso tempo tuttavia è importante che i pedaggi riscossi vengano reinvestiti nella manutenzione delle nostre strade, delle gallerie, di ponti e viadotti, come da noi proposto, soprattutto alla luce dei recenti tristi accadimenti occorsi in Italia.
Non dimentichiamo che l’obiettivo del pedaggio dovrebbe essere quello di recuperare i costi degli investimenti effettuati e di sostenere quelli per la manutenzione, l’ammodernamento, l’innovazione, la sostenibilità e la gestione delle infrastrutture.
Nel sostenere quindi l’obiettivo di maggiore tutela dell’ambiente e di riduzione della congestione stradale, seguiremo con attenzione i futuri negoziati con il Consiglio.
Ci batteremo per evitare che i pedaggi rappresentino solo una fonte di arricchimento per i privati e per concessionari che perseguono la sola logica del profitto, gravando sulle tasche dei cittadini e dimenticando l’importanza della sicurezza degli utenti della strada e dell’ambiente, portando al paradosso di incrementare i costi in assenza di benefici concreti per i cittadini.
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AUTOSTRADE, CHI INQUINA PAGA E I SOLDI VANNO ALLA MANUTENZIONE DELLE INFRASTRUTTURE
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