Al Parlamento europeo è stata presentata la petizione dell’Osservatorio sul Piano di Rilancio e Mezzogiorno e del Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale in cui si chiede alla Commissione europea di rivedere il #Pnrr presentato dal Governo italiano, favorendo un’equa suddivisione territoriale delle risorse. Già, perché il piano di #Draghi prevede, sulla carta, il 40% di risorse per il #Sud, quando queste avrebbero dovuto rappresentare la quota maggiore del Pnrr. Se poi si va a vedere nel dettaglio i progetti, come abbiamo fatto noi del gruppo Greens/EFA, appare chiaro come il #furto ai danni del Mezzogiorno sia ben più ampio. Parliamo di decine di miliardi dirottati al Nord, in barba al principio di coesione territoriale che dovrebbe governare gli investimenti Ue in generale, e il Recovery fund in particolare. E con il beneplacito della Commissione europea, che, come emerso a Bruxelles grazie alle nostre pressioni, ritiene che dare i soldi al Nord serva a far crescere il Sud: una follia.Bruxelles non vuole vedere la realtà dei fatti. Fa finta di non sapere che la stragrande maggioranza dei progetti del Pnrr per il Sud sono progetti #sponda, ossia finanziati già con altri fondi Ue o nazionali. Fa finta di non sapere che la spesa per interventi nazionali finalizzati allo sviluppo del Mezzogiorno si è ridotta dell’80% negli ultimi 20 anni e che i fondi europei , invece d’essere addizionali alla spesa nazionale, sono sostitutivi e solo in minima parte questo taglio. Fa finta di non vedere che un bambino residente nel Mezzogiorno ha un rischio del 50% in più di morire nel primo anno di vita rispetto ad uno che nasce nelle regioni del Nord perché non sono stati mai fissati i Lep, i livelli essenziali di prestazioni, ma si è scelto di dare più soldi ad esempio a sanità e asili nido laddove questi funzionano, e non dove mancano. Bruxelles non puo’ non sapere tutto questo. Anche perché glielo avevamo messo nero su bianco in una lettera scritta dalla delegazione italiana dei Greens/EFA, di cui faccio parte.Ecco perché noi non ci arrendiamo. Ecco perché sono felice della petizione, illustrata in commissione PETI al Parlamento europeo dalla Rete di Sindaci “RECOVERY SUD”. Il sostegno degli amministratori locali e dei cittadini è fondamentale se vogliamo impedire che ancora una volta il Mezzogiorno venga sacrificato agli interessi delle solite lobby. Il Pnrr, cosi’ com’è, non rilancia il Sud, ma semmai allargherà ancora di più la distanza delle regioni meridionali dal resto d’Italia. E dell’Europa.
Comunicati Stampa
AL FIANCO DEI CITTADINI DEL SUD PER DENUNCIARE IL PNRR-FURTO DI DRAGHI
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