Comunicati Stampa
Tonno rosso: quote vadano anche alla piccola pesca, no a Turchia
Domani in Marocco si apre l’incontro annuale dell’Iccat, che deciderà le quote di pesca del tonno rosso. E’ previsto un aumento delle quote sostanzioso, dalle 23.500 tonnellate attuali alle 36.000 per il triennio 2018-2020. Si passerebbe cosi’ a una fase di gestione della risorsa ittica.
L’Italia batta una volta tanto i pugni e cerchi di ottenere la giusta quota per i suoi pescatori. Dicendo ‘no’ alla quota turca e, soprattutto, aprendo finalmente la porta alla piccola pesca. E’ inaccettabile che la pesca del tonno in Italia sia affidata quasi in toto a 15 grandi imprese, il cui impatto sull’ambiente marino è, tra l’altro, una delle problematiche mai risolte del nostro mare. La piccola pesca è una risorsa economica e sociale del nostro Paese, una risorsa ecosostenibile e un patrimonio di tradizioni da tutelare. Concedere loro una parte delle quote non basta: occorre anche risolvere il problema delle licenze, che di fatto impedisce a queste imbarcazioni di avere le attrezzature necessarie per pescare il tonno. Il governo sia dia una svegliata.
Lo affermo in merito alla riunione della Commissione internazionale per la tutela del tonno dell’Atlantico in Marocco.
Ho portato il caso in Commissione Pesca al Parlamento europeo, chiedendo alla collega che rappresenterà la nostra istituzione in Marocco di far valere le ragioni della piccola pesca. Sulla Turchia, trovo inaccettabile che la Commissione europea voglia concedere ad Ankara una parte della quota che spetta ai paesi Ue.
Non vorrei che dietro ci fosse il tentativo di spingere la Turchia ad applicare l’accordo sui migranti. Se fosse cosi’, sarebbe una vergogna.
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